Niente film sulla Shoah per i ragazzi di Borgagne? Colpa delle referenti scolastiche

28 gennaio 2016 – Ieri Giornata della Memoria e giornata di polemiche a Borgagne. Il pulman per portare i ragazzi della frazione a Melendugno per la visione di una pellicola sulla Shoah è mancato lasciando i ragazzi a terra, con i giubbotti addosso come ha scritto su Facebook una mamma, sfogandosi sul popolare social network.Prontamente il vicesindaco, Simone Dima, interviene sullo stesso mezzo sociale affermando che «il mancato passaggio dello scuolabus dalla sede di Borgagne è stato determinato da un difetto di comunicazione fra l’autista dello scuolabus e le referenti della scuola! Per la mattinata del 27 (gennaio) sono state presentate due istanze di trasporto degli alunni una per la quarta elementare ed una per la terza media.

Nel pomeriggio di martedì senza che fosse informato alcun amministratore è stato comunicato all’autista dello scuolabus che poteva ritenersi libero perché l’iniziativa era stata posticipata omettendo di specificare che il trasporto della terza media restava confermato.

Venendo alla mattina del 27 (gennaio) soltanto alle ore 13 siamo stati informati del mancato passaggio dello scuolabus, se qualcuno si fosse preso la briga di avvisare un amministratore questo increscioso episodio non si sarebbe verificato.

Occorre infine precisare che l’Amministrazione Comunale e l’autista dello scuolabus, hanno sempre garantito la disponibilità del servizio di trasporto dei ragazzi, con le solite puntualità e cortesia, per le numerose, lodevoli, iniziative organizzate dalla scuola nel corso dell’anno scolastico, oltre all’ordinario trasporto per l’inizio e la fine delle lezioni. Si raccomanda a tutti per il futuro di essere più precisi con le diverse comunicazioni e informare costantemente gli amministratori per il coordinamento delle attività e l’eventuale superamento di problematiche intercorse.

Siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto ai ragazzi di Borgagne, specie in un’occasione importante come la giornata della memoria. Il diritto allo studio è un principio fondamentale garantito dall’articolo 34 della nostra Costituzione inviterei quindi ad evitare di strumentalizzare politicamente certi episodi cercando di concentrarci tutti assieme sulla giusta formazione dei nostri ragazzi!».

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