Roca, l’ANAC archivia la segnalazione. Il Comitato replica alla maggioranza e rilancia le domande sul partenariato

Una Città per Tutti rivendica la correttezza della procedura per la gestione dell’area archeologica e delle Grotte della Poesia. Il rappresentante di Roca Bene Comune contesta l’interpretazione dell’archiviazione e chiede chiarimenti sulle condizioni economiche dell’accordo con il privato.

L’archiviazione di una segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione riaccende il confronto politico a Melendugno sulla gestione dell’area archeologica di Roca Vecchia e delle Grotte della Poesia. Da una parte la maggioranza che sostiene il sindaco Maurizio Cisternino, convinta che la decisione dell’ANAC confermi la correttezza del percorso amministrativo intrapreso; dall’altra il Comitato Roca Bene Comune, che rivendica le ragioni della propria iniziativa e torna a interrogare l’amministrazione sulle condizioni economiche del partenariato speciale pubblico-privato.

A dare notizia dell’archiviazione è stato il gruppo di maggioranza Una Città per Tutti, attraverso un comunicato nel quale si riferisce che, prima dell’estate, un cittadino aveva presentato all’ANAC una segnalazione relativa a presunte criticità e illegittimità della procedura di affidamento. Secondo la ricostruzione del gruppo, l’Autorità avrebbe richiesto approfondimenti agli uffici comunali, ricevendo risposte puntuali e dettagliate, per poi disporre l’archiviazione già nel giugno 2026, pochi giorni dopo il riscontro dell’ufficio interessato.

La motivazione riportata dalla maggioranza è quella della «manifesta infondatezza», circostanza che, sempre secondo il comunicato, avrebbe escluso persino i presupposti minimi per avviare un’istruttoria formale. Una decisione accolta con soddisfazione da Una Città per Tutti, che la interpreta come una conferma della correttezza, della trasparenza e del rigore giuridico dell’intero procedimento di affidamento.

Il gruppo precisa tuttavia di conoscere, al momento della pubblicazione del comunicato, soltanto un estratto del provvedimento e di averne richiesto formalmente la versione integrale. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché il significato giuridico dell’archiviazione e la portata delle valutazioni compiute dall’Autorità potranno essere ricostruiti compiutamente soltanto attraverso la lettura dell’atto.

L’archiviazione di una segnalazione, infatti, non equivale necessariamente a una certificazione generale di legittimità di ogni aspetto della procedura amministrativa contestata. Può attestare, nei limiti delle motivazioni adottate, l’assenza dei presupposti per procedere con ulteriori approfondimenti su quella specifica segnalazione. Per stabilire se l’ANAC abbia espresso anche valutazioni più ampie sull’accordo è indispensabile conoscere il contenuto integrale del provvedimento.

La risposta del cittadino chiamato in causa non si è fatta attendere. Con un intervento pubblico aperto dall’espressione «Sono stato io, siamo stati noi!», il rappresentante del Comitato Roca Bene Comune ha rivendicato la presentazione dell’esposto, precisando di aver agito in nome e per conto del Comitato e dei cittadini che avevano sottoscritto la richiesta di referendum sulla gestione di Roca.

Nella replica, il Comitato sostiene che l’ANAC avrebbe archiviato la segnalazione per ragioni legate all’inquadramento giuridico del partenariato, ritenendo non applicabile la disciplina degli appalti di servizi a un accordo configurato come gratuito. Una conclusione che il rappresentante dichiara di rispettare, pur non condividendola, perché una delle contestazioni riguardava proprio la gratuità sostanziale dell’operazione.

Secondo il Comitato, la rinuncia del Comune a una quota rilevante delle entrate prodotte dal sito renderebbe discutibile la qualificazione economica dell’accordo. È una tesi che richiede un esame delle clausole contrattuali e delle norme applicabili: la ripartizione dei ricavi, considerata isolatamente, non basta a stabilire la natura giuridica di un partenariato.

Al di là del confronto sull’archiviazione, la replica introduce una serie di interrogativi sulle condizioni economiche e gestionali dell’affidamento. Il Comitato contesta anzitutto la scelta di ricorrere al partenariato speciale pubblico-privato per un sito che, a suo giudizio, disponeva già di flussi turistici ed economici consolidati. Richiama inoltre le linee guida ministeriali del 2025, sostenendo che tale strumento sarebbe particolarmente indicato per la valorizzazione di beni in disuso o sottoutilizzati.

La questione più rilevante riguarda la distribuzione delle entrate. Secondo quanto affermato dal Comitato, il contratto riconoscerebbe al soggetto privato il 75% degli incassi derivanti da biglietteria e parcheggi, lasciando al Comune il restante 25%. Il rappresentante di Roca Bene Comune contesta anche la possibilità di aumentare il biglietto d’ingresso da tre a cinque euro e di modificare la tariffa del parcheggio, passando da due euro l’ora a sei euro a tariffa unica.

Sono condizioni che, se confermate dai documenti contrattuali, richiederebbero una valutazione complessiva del rapporto tra entrate, investimenti, costi di gestione e rischi assunti dalle parti. La percentuale attribuita al privato, infatti, non coincide necessariamente con il suo guadagno netto, così come la quota destinata al Comune non rappresenta, da sola, l’intero beneficio economico dell’operazione.

Ulteriori contestazioni riguardano le attività commerciali che potrebbero essere svolte nell’ambito del partenariato. Il Comitato sostiene che i relativi ricavi non sarebbero sottoposti alla stessa ripartizione prevista per biglietteria e parcheggi e rimarrebbero integralmente al gestore. Solleva inoltre interrogativi su interventi edilizi finanziati, secondo la propria ricostruzione, con 630.000 euro di risorse derivanti dalla gestione e destinati a immobili privati, nonché sulla previsione di canoni annui a favore di un proprietario estraneo al partenariato.

La replica pone anche questioni relative agli oneri di urbanizzazione, alla manutenzione straordinaria dell’area, all’utilizzo gratuito degli spazi da parte del Comune e alle modalità di riscossione delle entrate. Secondo il Comitato, alcuni obblighi economici rimarrebbero in capo all’ente pubblico per una parte significativa della durata dell’accordo, mentre il soggetto privato beneficerebbe di condizioni particolarmente favorevoli.

Un altro punto riguarda la durata del partenariato, indicata dal Comitato in quindici anni con possibilità di rinnovo per ulteriori quindici. Il rappresentante contesta le condizioni previste per l’eventuale prosecuzione del rapporto e chiede perché una decisione destinata a incidere così a lungo sulla gestione di un bene pubblico sia stata disciplinata nei termini descritti nella propria segnalazione.

Infine, viene sollevata la questione delle presenze turistiche. Il Comitato richiama una previsione di 200.000 visitatori annui e la confronta con un dato di 60.000 ingressi recentemente annunciato dal gestore, chiedendo chiarimenti sulle prospettive economiche dell’operazione. Anche in questo caso, tuttavia, occorre verificare i periodi di riferimento e la comparabilità dei dati prima di trarre conclusioni sull’andamento effettivo della gestione.

Si tratta di contestazioni articolate, che il Comitato dichiara di aver documentato nella segnalazione resa pubblica integralmente. Non costituiscono, di per sé, la dimostrazione di irregolarità o di condizioni economicamente svantaggiose per il Comune. Rappresentano però questioni sulle quali è possibile sviluppare un confronto basato sugli atti: il contratto sottoscritto, il piano economico-finanziario, gli obblighi di investimento, le clausole sul rinnovo e i dati relativi alle entrate e alle spese.

Accanto agli aspetti amministrativi ed economici, lo scambio tra le parti presenta anche un risvolto politico. Nel proprio comunicato, Una Città per Tutti richiama le precedenti iniziative del cittadino, tra cui due proposte referendarie e un ricorso al Tribunale contro il parere negativo del Segretario comunale, invitandolo a fondare la propria attività di controllo sulla lettura dei documenti ufficiali anziché sulla propaganda e sulle reazioni emotive.

Il diretto interessato risponde con toni altrettanto polemici, definendo gli esponenti della maggioranza «quattro rancorosi senza memoria» e rivendicando il diritto di continuare a contestare una scelta che ritiene dannosa per il territorio. Sottolinea inoltre di non agire soltanto a titolo personale, ma nell’ambito di un’iniziativa collettiva sostenuta dai firmatari della richiesta referendaria.

La contrapposizione, dunque, non riguarda esclusivamente l’interpretazione di un provvedimento dell’ANAC. Investe anche il ruolo della partecipazione civica e il rapporto tra amministrazione e cittadini che contestano decisioni pubbliche. Una segnalazione può essere archiviata senza che questo renda illegittimo il diritto di averla presentata; allo stesso modo, un’amministrazione ha pieno titolo a difendere pubblicamente le proprie scelte e a contestare nel merito le osservazioni ricevute.

Il punto è comprendere se il confronto possa rimanere concentrato sulle questioni amministrative, economiche e giuridiche oppure se debba necessariamente trasformarsi in una contrapposizione tra persone.

Il Comitato rinnova intanto la richiesta di un confronto pubblico sulla gestione di Roca, sostenendo di averlo sollecitato senza ottenere finora una risposta positiva. La maggioranza rivendica invece un percorso amministrativo che considera corretto e finalizzato alla tutela e alla valorizzazione del sito archeologico.

Tra queste due posizioni rimane una questione che riguarda l’intera comunità. Il partenariato incide sulla gestione di un bene di particolare valore storico, culturale ed economico e produce effetti destinati a protrarsi per molti anni. È quindi comprensibile che le condizioni dell’accordo siano oggetto di attenzione pubblica, indipendentemente dall’esito di una singola segnalazione all’Autorità anticorruzione.

La pubblicazione integrale del provvedimento ANAC consentirebbe di chiarire la portata dell’archiviazione. La disponibilità del contratto e dei relativi allegati economici permetterebbe invece di valutare le contestazioni avanzate dal Comitato e le ragioni sostenute dall’amministrazione.

Restano, infine, due domande.

È possibile contestare una scelta amministrativa, presentare una segnalazione e promuovere un referendum senza che il confronto si trasformi in una polemica personale?

E, al di là dell’esito della segnalazione ANAC, i cittadini di Melendugno dispongono di tutte le informazioni necessarie per valutare i costi, i benefici e gli impegni assunti dal Comune nel partenariato per Roca?

Sono interrogativi che non richiedono necessariamente un nuovo scontro politico. Richiedono, prima di tutto, documenti, spiegazioni e un confronto nel merito.

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