Giornata mondiale della stanchezza cronica. Sintomi, cause e alimentazione

In occasione della Giornata Mondiale sulla patologia, celebrata il 12 maggio, sarà l’occasione per approfondire la sindrome da stanchezza cronica (CFS) o, encefalomielite mialgica (ME). Riconosciuta nel 2014 dall’Organizzazione Mondiale di Sanità, tramite la pubblicazione del primo documento scientifico ufficiale italiano sulla CFS.

Sintomi della stanchezza cronica

La CFS è caratterizzata da una miriade di sintomi invalidanti, persistente per almeno sei mesi che non è allietata dal riposo, basata almeno da quattro o più sintomi:

  1. rigonfiamento o linfonodi cervicali e ascellari indolenziti;
  2.  dolori muscolari e della articolazioni senza infiammazione o rigonfiamento delle stesse;
  3. disturbi della memoria e della concentrazione, cefalea, insonnia;
  4.  debolezza post-esercizio fisico, accompagnati da una spossatezza generale.

Le varie terapie prescritte ai pazienti posso variare caso per caso, ma non tutti rispondo allo stesso modo. La malattia colpisce all’età di 35 anni, ma sono in aumento le diagnosi in età adolescenziale. Malati che spesso, senza i necessari supporti e per la gravità dei sintomi, sono costretti a interrompere il proprio percorso di studi o lavorativo, con gravi ripercussioni sia sulla vita individuale e familiare che nell’ambito delle relazioni sociali.

Stanchezza cronica cause

Nonostante i numerosi studi in merito, non solo nazionali, i ricercatori non sono riusciti a individuare le cause della sindrome da stanchezza cronica.
Le varie ipotesi formulate hanno preso in considerazione:
infezioni di tipo virale: persone che in precedenza abbiano sofferto di alcune malattie virali come da virus di Epstein-Barr (responsabile della mononucleosi), l’Herpesvirus umano 6 e il virus della leucemia del topo;
Difetti del sistema immunitario;
Sbilanciamenti ormonali: malattie invalidanti come l’endometriosi è una patologia in forte crescita e diagnostica più velocemente in età adolescenziale;
Problemi di natura psicologica: determinati da momenti vissuti in passato di forte stress o chi ha subito un forte trauma emotivo.

Alimentazione corretta e attività fisica

Monitorare i sintomi annotandosi su un diario le proprie sensazioni, i pasti consumati e le graduali attività motorie effettuate.

Camminare, praticare jogging o nuoto aiuterebbe a contrastare la sindrome di stanchezza cronica. Bisognerebbe cercare di evitare situazioni emotivamente stressanti, ma per lo più alcune regole guida per una sana e corretta alimentazione aiuterebbe a ridurre notevolmente i sintomi percepiti.

Abolire le bevande alcoliche, le bevande zuccherate e il caffè. Evitare prodotti industriali con la presenza di zuccheri raffinati, mangiare durante una giornata più volte ma con porzioni ridotte.
Evitare di riposare troppo a lungo nel pomeriggio e stabilire un orario abitudinale per potersi coricare e riposare meglio.

Cure

Per il momento non esiste una cura specifica contro la sindrome CFS, sono rari i casi in cui le persone affette guariscono del tutto. Solo con determinate precauzioni e con un’attenzione maggiore da parte dei famigliari e delle persone vicine alla persona affetta di questa patologia possono alleviare i sintomi, senza ricadere ulteriormente in depressione.

Cristina De Luca

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