La mia personale analisi del voto. I 5 stelle hanno ben lavorato per il leader: Matteo Salvini

    E siamo arrivati al giorno dopo del dopo elezioni. Tutti hanno detto la propria, hanno fatto le analisi del caso, tutti fini politologi ed analisti al soldo di questo o quel bar o caffetteria. Luogo meraviglioso per fare analisi, più o meno campate in aria, è principalmente Facebook, luogo deputato alla creazione o alla distruzione di uno o più e vari miti. Ora tocca a me, tocca a noi dare una nostra personale interpretazione di queste elezioni europee 2019 svoltesi il 26 maggio scorso.

    Il vero vincitore è l’astensionismo, 43,91% in Italia e anche negli altri paesi europei è forte la voglia di non partecipare, di non esprimere il proprio diritto/dovere di voto. Perché non si vota in Italia? vuoi perché c’è una competizione elettorale almeno una volta l’anno, vuoi perché alla fine i politici fanno quasi sempre il contrario di ciò che promettono, vuoi perché non si crede più nel sistema e vuoi per altri motivi che ora non serve indagare. Ma questi sono grosso modo le scuse di coloro che ci hanno confessato che non si sarebbero recati alle urne domenica scorsa. Il quasi 44% di astensionisti potrebbero tranquillamente fondare un non-Partito o non-Movimento e rivoltare questo Paese come un calzino, ma più o meno l’esperimento è stato tentato e sappiamo com’è finita.

    Che vincesse Matteo Salvini, lo sapevamo tutti, anche Salvini lo sapeva, e ne era vagamente a conoscenza Luigi Di Maio tanto che a metà campagna elettorale ha iniziato ad attaccare il suo alleato di governo e a metter le mani avanti su chi, dal 27 maggio in poi, gli avrebbe chiesto eventuali distinguo o passi indietro, di lato o piroette varie.

    Che, invece, il Partito Democratico recuperasse qualche voto magari neanche Nicola Zingaretti lo aveva immaginato ed è probabile che per ora nessuno ne chiederà la testa. In fondo è riuscito addirittura a scalzare un partito di governo, leggi Movimento 5 Stelle, con un partito che tutti davano allo sbando.

    Che i grillini scivolassero al terzo posto con un misero 17,1 % di voti, credo che nessuno se lo aspettasse. Sicuramente non se lo aspettavano i 5 Stelle che ancora credono nel progetto ma non negli uomini che lo rappresentano e che lo hanno portato a dilapidare un patrimonio elettorale non indifferente. Si può dire tutto dei 5 stelle ma non che non abbiano lavorato con coscienza e costanza per il bene del governo di cui essi sono rappresentanti. Sono riusciti a far fare bella figura al loro leader, Matteo Salvini, la cui metà del successo la deve proprio ai suoi alleati e da cui, per ora, non ha voglia di sganciarsi se non dopo aver eroso anche tutto il resto.

    Deludente il risultato di Forza Italia e di Silvio Berlusconi, si sapeva che il partito sarebbe sceso sotto il 10% ma il vegliardo non lo aveva ancora capito se non dopo aver visto il risultato e per un soffio Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni ha rischiato di fargli ciao ciao con la manina. Per Silvio Berlusconi svanisce il suo sogno di morire da premier. Gli toccherà dipartire come ex-cavaliere.

    Francesco Cappello


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