Finto commercialista napoletano finisce nei guai per vera Guardia di Finanza

3 gennaio 2014 – Commercialista napoletano di 48 anni con studio a Cattolica è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Rimini per esercizio abusivo della professione, truffa ai danni dello Stato e di privati, calunnia e furto aggravato. guardia di finanzaI suoi clienti pensavano che fosse abilitato alla professione di commercialista ma qualcuno aveva iniziato a nutrire dei dubbi e aveva interessato la Guardia di Finanza perché il “professionista” imputava sempre ad errori dell’Amministrazione Finanziaria l’arrivo di cartelle esattoriali.

Le indagini sono partite quando i militari della Guardia di Finanza hanno iniziato ad acquisire una serie di denunce di cittadini infuriati per aver ricevuto avvisi di accertamento da parte dell’Amministrazione Finanziaria per tasse non pagate e contributi mai versati. I contribuenti infatti erano convinti di essere in regola con il Fisco perché provvedevano regolarmente a consegnare al presunto professionista i soldi necessari a saldare i debiti con l’Erario. Quest’ultimo invece non solo non effettuava i pagamenti, ma tratteneva per sé l’intera somma da versare. In molti casi addirittura ometteva di presentare, per conto dei suoi clienti, le dichiarazioni dei redditi e di operare tutte le incombenze fiscali e contributive di cui era stato incaricato.

A seguito delle comprensibili rimostranze dei contribuenti, il “professionista” li invitava addirittura a non preoccuparsi, affermando che si trattava di cartelle “pazze”. In fondo in televisione spesso si sente la storia di qualche povero disgraziato perseguitato da cartelle pazze. Ma nel suo caso le cose sono invece precipitate. La Guardia di Finanza nella sua indagine ha appurato che il danno cagionato ai clienti del finto commercialista è di oltre 1 milione e 350 mila euro (tra suoi clienti e casse dello Stato). Il commercialista è finito ai domiciliari.

Lo scorso anno a Falconara, sempre nelle Marche, un uomo di 60 anni era stato denunciato per il medesimo reato, esercizio abusivo della professione e dei suoi ignari clienti non aveva inviato all’Agenzia delle entrate le dichiarazioni annuali per i tributi.

La Redazione

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