Le Recensioni di ArchangelInHell. Il fumetto della settimana : Bakuman

    05 Settembre 2014 – Bentornati a tutti! Finite le vacanze ricominciano le recensioni manga…pronti? Via!

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    Titolo italiano : Bakuman

    Titolo originale : Bakuman

    Autore/i : Takeshi Obata, Tsugumi Ohba

    Tipologia : Shonen Manga

    Editore italiano : Panini Comics

    Editore originale : Shueisha

    Volumi usciti in patria : 20

    Volumi usciti in Italia : 20

    Formato : 11.5×17.5, B., 208 pp., b/n

    Sensodilettura : orientale

    Disponibilità : Fumetteria e online

    Prezzo : 3,90€(Vol 01-14), 4,20€(Vol 15 in poi)

    Trama(dal sito AnimeClick.it) : Takagi Akito, studente modello delle superiori ed abile scrittore, si accorge del gran talento come disegnatore del suo compagno di classe, Mashiro Moritaka, e gli propone di cooperare al fine di diventare un grandiosa coppia di mangaka. Mashiro è restio ad accettare, conscio della difficoltà di sfondare nello spietato mondo dei manga, nonché scoraggiato dall’esperienza negativa vissuta in passato dal suo caro zio, autore di gag manga, che si è lasciato consumare da questa professione. Ogni reticenza è destinata però a venire spazzata via con l’entrata in scena di Azuki, graziosa studentessa che coltiva segretamente il sogno di diventare una doppiatrice di anime. Mashiro, perdutamente innamorato della ragazza, ha ormai deciso: come da accordo, realizzerà assieme al suo amico un manga di successo, e la sua amata ne doppierà l’anime… solo così i due potranno sposarsi! Cominciano così le avventure di questa simpatica e promettente coppia di aspiranti mangaka affamati di successo.

    Recensione : Che cos’è un sogno? Credo che ognuno di noi potrebbe dare facilmente una risposta…semplicemente perchè ogni essere umano ne ha uno. C’è chi sogna di diventare papà, chi sogna di diventare un cantante famoso, c’è chi sogna di viaggiare in tutto il mondo…e c’è chi sogna di fare un lavoro che coincida con la propria passione.

    Ed è proprio così per Mashiro e Takagi. Entrambi vogliono diventare mangaka. Solo che all’inizio loro due non sanno di avere questo sogno in comune e quando Takagi lo scopre fa di tutto per convincere Mashiro che, insieme, possono far diventare quel sogno realtà.
    All’inizio Mashiro non è molto convinto della proposta ma a convincerlo realmente è l’altro sogno che ha nel cuore…e cioè sposare un giorno , visto che ne è follemente innamorato, la sua compagna di classe Azuki, E’ proprio Azuki infatti, che ha anche di suo un sogno per il futuro e cioè diventare una doppiatrice di anime, a far capire a Mashiro che ricambia i suoi sentimenti e che, se i loro sogni si realizzeranno, potranno sposarsi. Diciamo che è una promessa piuttosto insolita tra due ragazzi di 15 anni ma se si considera che in Giappone sia i mangaka che le doppiatrici iniziano le loro carriere già da adolescenti, non è uno scenario impossibile. Ma non sarà facile raggiungere i propri sogni, tutti e tre faranno delle esperienze e avranno innumerevoli difficoltà.

    Dopo avervi parlato, nell’ultima puntata dell’analisi del fenomeno “nona arte” di come nasce un manga, mi sembrava giusto parlarvi di questo manga che forse può riassumere un po’ tutto quello di cui vi ho raccontato. C’è da però puntualizzare una cosa e cioè che questo è uno shonen atipico e credo che questo particolare sia dovuto alla coppia di autori cioè Takeshi Obata al disegno e Tsugumi Ohba alla storia. Sono riusciti a creare un qualcosa che si potrebbe descrivere come “un manga sui manga” e cioè quindi “uno shonen che non è shonen” (cosa che avevano fatto anche con il loro precedente successo e cioè “Death Note”). Perchè dico questo? Perchè normalmente gli shonen hanno combattimenti, “power-up” (cioè i protagonisti che, in difficoltà nello sconfiggere i propri nemici, tramite allenamento o altri metodi, diventano più forti) e, nella maggior parte dei casi, elementi piuttosto fantascientifici. Bakuman non ha niente di tutto questo. O, perlomeno, sembra quasi che non abbia queste caratteristiche ma, in realtà, ce le ha. Ok, vi sto forse confondendo un po’ le idee e probabilmente il modo migliore per capirmi sarebbe leggere il manga ma provo a farvi un esempio. Se, per esempio, in Dragonball, Goku combatteva contro Freezer, in Bakuman non abbiamo un reale combattimento ma abbiamo i due protagonisti che “combattono” con un altro loro collega mangaka per creare un manga migliore (e con “migliore” intendo più apprezzato dai lettori, e questo si può vedere tramite i ToC di cui vi ho parlato) di quello del proprio avversario.

    Proprio come viene spiegato nel manga stesso, si può dire che esistano due tipologie di mangaka e cioè i “geni” (nella realtà per esempio un genio può essere Eichiro Oda di One Piece) i quali disegnano senza curarsi del giudizio della gente e dei lettori e lo fanno semplicemente perchè amano disegnare e vivono per quello, e i “progettatori” e cioè coloro che a tavolino cercano di creare un manga con tutti gli ingredienti che possano far diventare quel manga famoso. E Bakuman ha proprio tutti questi ingredienti, sapientemente e, concedetemelo, anche furbescamente amalgamati fra di loro in modo tale da creare sì uno shonen, ma “atipico” e “di nicchia” così che possa essere considerato un prodotto unico nel suo genere (anche se poi unico in realtà non è perchè esistono anche altri manga che parlano di mangaka, quello più famoso è “Manga Bomber – Pennino di Fuoco” di Kazuhiro Shimamoto che, però, era meno dettagliato nelle spiegazioni e più dedicato al carattere e alle avventure spesso comiche del protagonista che era, appunto, un mangaka). Ha, come ho detto, i “combattimenti” fra i personaggi, c’è il fattore “amore” dato dal fatto che uno dei protagonisti è innamorato di una ragazza (la quale, però, a differenza di tutti gli shonen, manifesta da subito di ricambiare i sentimenti) e il fattore “amicizia” dato dal fatto che i due protagonisti, Mashiro e Takagi, sono molto amici.

    L’unica nota a sfavore in questo manga credo possa essere il fatto che i discorsi e le spiegazioni sono fatti con lunghissimi dialoghi e quindi tantissimo testo, come d’altronde ci hanno abituato Obata e Ohba anche in Death Note, ma se viene letto con pazienza credo possa essere un ottimo modo per illustrare come funziona il mondo dei manga, considerando però che, anche se i due protagonisti durante tutta la storia hanno molte difficoltà, la strada per diventare nella realtà così famosi come loro può essere molto più difficile.
    Una nota a favore è invece data dai disegni che, sebbene andando più in là coi volumi diventano più semplici, sono sempre molto particolareggiati, sia per quanto riguarda i personaggi sia per gli sfondi, e in questo ambito credo che Takeshi Obata abbia pochi rivali perchè sono davvero superlativi.

    Per finire si può dire tranquillamente che questo è un manga sui “sogni” che si vogliono realizzare perciò ne vale la pena leggerlo per ricordarci che non dobbiamo mai rinunciare ai nostri sogni…buona lettura e alla prossima!

                                                                                                  ArchangelInHell


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