Nona Arte : Analisi di un fenomeno – Puntata 3(Parte 1) : Meccanismo editoriale giapponese – Categorie manga

    18 Luglio 2013 – Salve a tutti!Ricominciamo la analisi del fenomeno nona arte!In questa puntata parleremo del meccanismo editoriale giapponese.Prima di tutto però ci tengo a precisare e correggermi su alcuni piccoli errori fatti nelle puntate precedenti e cioè :

    • Come diversi mi hanno fatto giustamente notare, Kingdom Hearts non è un “crossover” tra fumetti orientali(i manga) e occidentali(in questo caso Disney) ma semplicemente la trasposizione di una nota saga videludica chiamata appunto “Kingdom Hearts”. C’è da dire che quando io ho parlato di “crossover” non intendevo il senso stretto del termine,volevo solo far notare che nello stesso fumetto coesistevano personaggi provenienti da diversi tipi di fumetto,ma è comunque giusto che vi sia una correzione quindi…scusatemi per l’errore!

    • Un altro errore di cui nessuno però se ne è accorto(probabilmente fra i lettori di questa rubrica non sono presenti cosplayer…peccato!)è che nella prima puntata,proprio a fine dell’articolo ho condiviso una foto di una cosplayer famosa descrivendola come italiana….è stato un errore perchè in realtà lei si chiama Jessica Nigri,è una ragazza di 23 anni nata in Nuova Zelanda ma che vive negli Stati Uniti da quando aveva 12 anni ed è una delle cosplayer al momento più famose. Credo però che il mio errore sia in buona fede perchè se avete notato il cognome sembra italiano perciò non è impossibile che abbia qualche lontano parente italiano!

    Dopo queste dovute precisazioni incominciamo questa puntata in cui parleremo del fenomeno editoriale moderno dei manga e di come essi vengono creati e…resi famosi!Bisogna però fare una premessa in cui descriveremo in breve le tipologie di manga presenti sul mercato giapponese. In realtà questa premessa sarebbe dovuta essere proprio una puntata a sè dell’analisi ma credo sia più giusto accorparla a quella odierna purchè si possa avere una visione più completa di quello di cui poi vi parlerò.

    I manga non sono tutti dello stesso “genere”,essi si differenziano in :

    • “shonen”(o “shounen”) : raccontano storie incentrate principalmente su combattimenti dei protagonisti oppure sulla vita scolastica sul genere commedia,molto spesso però ci sono entrambe le cose.Alcuni esempi sono quelli più celebri come DragonBall, Naruto, One Piece, Bleach. Sono per lo più dedicati ad una fascia di lettori che vanno dai 10-12 anni in sù ma, come già detto nella prima parte dell’analisi, vengono letti anche da persone molto più grandi fino ad arrivare anche a quarantenni,semplicemente perchè alcuni sono in corso di pubblicazione da molti anni perciò si iniziano a leggere da adolescenti e si continuano a leggere che si è già adulti. Oltre alla fascia di età sono principalmente dedicati ad un pubblico maschile anche se negli ultimi anni questa differenziazione è andata quasi a scomparire. Questa particolarità è data dal fatto che molto spesso in questo tipo di manga sono presenti momenti cosiddetti “ecchi”(derivante dalla pronuncia giapponese della lettera “H”) cioè scene in cui protagoniste femminili sono poco vestite o molto prosperose oppure vi sono racconti piuttosto ammiccanti(come ad esempio casi in cui un ragazzo inciampa e per non cadere senza volerlo si aggrappa al seno di una ragazza che ha davanti) senza mai però arrivare a far vedere scene davvero spinte in termini sessuali. Per questo aspetto, chiamato comunemente “fanservice”, molti manga di questo genere(come ad esempio “To Love Ru Darkness” di cui qui sotto c’è la copertina) ultimamente sono stati perseguiti dal comune di Tokyo perchè considerati troppo osceni…chissà se il comune di Tokyo vedesse la tv generalista italiana cosa direbbe!

    • “shojo”(o “shoujo”) : raccontano storie d’amore o di vita scolastica però dal punto di vista femminile. Anche in questo genere molto spesso tutto è incentrato su una commedia(cioè ci sono scene divertenti)ma le scene ammiccanti sono molte di meno. Si può notare subito che I disegni sono molto diversi da quello degli “shonen”, infatti sono disegnati con molta più leggerezza,con pochi chiaroscuri e, sopratutto, in questo tipo si vede chiaramente una caratteristica del genere manga e cioè gli “occhi enormi”(a differenza degli occhi orientali che invece sono molto più piccoli di quelli occidentali). Alcuni esempi di questo genere sono Nana, Host Club, Gakuen Alice,Candy Candy. Anche la fascia di età di questi manga è quella che va dai 14-15 anni in sù;

    Una sottocategoria degli shojo è il genere “maho shojo”(o comunemente detto “majokko”) : genere un pò più frivolo del normale shojo a tema fantastico e molto spesso con protagoniste delle streghette(da cui deriva il nome “majokko) e grazie a questa particolarità ha avvicinato il genere maschile al genere shojo. Un ulteriore sottocategoria del majokko è il “sentai mono” in cui la protagonista non è una sola ma un gruppo di protagoniste. Un esempio celebre è “Sailor moon”.

    • “seinen” : raccontano storie più mature, alcune volte di tipo horror, altre volte storie di vita vera con drammi e scelte difficili. Spesso possono essere anche a sfondo storico o politico.Sono dedicati a lettori con fascie di età che vanno dai 17-18 anni in sù. Di questo genere ce ne sono molti famosi come ad esempio Monster, Devilman;

    • “kodomo” : storie dedicate a bambini dai 5 ai 10 anni e quindi totalmente prive di fanservice e combattimenti. Esempi celebri sono Doraemon e Hamtaro;

    • “spokon” : genere piuttosto famoso in Italia perchè sono manga a tema sportivo. Molto spesso però gli spokon sono delle specie di ibridi e cioè molti manga sono “shonen e spokon”(Holly e Benji), “seinen e spokon”(Rocky Joe), “shojo e spokon”(Mila e Shiro);

    • “gekiga” : genere in cui il manga viene concepito come forma di ribellione. Lo scopo iniziale, negli anni 70, era quello di opere con un maggiore realismo ed una notevole maturità delle storie raccontate ma col passare del tempo si è abusato di questo scopo perchè alcuni autori hanno pubblicato opere basate solo su colpi di scena e suspance. Alcune delle opere più famose sono La Fenice, Adolf, Golgo 13;

    • “josei” : si può dire che sia della stessa tipologia dei seinen però femminili. E’ dedicato a donne giovani ed adulte e le storie sono incentrate sulla vita quotidiana delle protagoniste in ambito scolastico(scuole superiori o università) o lavorativo. E’ comunque una variante più matura degli shojo. Alcuni esempi sono Nodame Cantabile, Paradise Kiss, Honey & Clover;

    • “shonen-ai” : storie di vita quotidiana nell’ambito scolastico o lavorativo incentrate principalmente su amori omosessuali tra ragazzi adolescenti ma mai in senso esplicito. Ultimamente questo termine non è più usato in Giappone perchè è sinonimo di pedofilia,si preferisce il termine “boys love”(BL) ovvero “amore tra ragazzi”.Generalmente sono disegnati da mangaka donne. Alcuni esempi celebri sono Loveless, Junjou Romantica, Monochrome Factor;

    • “Yaoi” : la versione più matura degli “shonen-ai” cioè con storie sempre a tema sentimentale ma con protagonisti uomini. In questo genere oltretutto le scene di sesso sono più esplicite. Alcuni esempi sono Sex Pistols e Sadistic Boy;

    • “shojo-ai” : versione femminile degli “shonen-ai” con cioè storie sentimentali con protagoniste ragazze. Molto spesso viene associato a questo genere il termine “yuri” anche se non sempre in modo corretto perchè nel genere “yuri” le storie si soffermano di più sul rapporto “fisico” tra le ragazze invece che sul rapporto “emotivo” .Un esempio di shojo-ai può essere Aoi Hana, invece di yuri Ragnarock City;

    • “smut” : variante dello “shojo” in cui però le scene di sesso sono più osè. E’ dedicato sempre e comunque ad un pubblico femminile e in questo genere le protagoniste sono spesso ragazze molto impacciate,goffe e spesso anche un pò bruttine. Esempi sono Say I Love You, Dammi il tuo amore, Tokyo Alice;

    • “hentai” : genere con scene di sesso totalmente esplicite con protagonisti uomini e donne.

    Ovviamente per il genere yuri e il genere hentai non ho messo immagini perchè sarebbero troppo esplicite!

    E questi sono più o meno tutti i generi di manga(spero di non averne dimenticato nessuno!) anche se c’è da dire che quelli più importanti sia a livello nazionale(cioè in Giappone)e internazionale sono tre cioè gli shonen,gli shojo e i seinen. Comunque questa “generalizzazione” negli ultimi anni è molto andata a sfumare perchè,tranne in casi eccezionali,molto spesso si arriva ad avere manga che sono,per esempio,”shonen di avventura con sfondo storico” oppure “shojo sentimentali con forti tinte horror”,si ha quindi un bel miscuglio di generi.

    Tutta queste descrizione dei generi manga a cosa serve?Serve semplicemente a dire che in giappone tutti i manga sono pubblicati in primis su riviste di fumetti e solo dopo in volumi. Anche le riviste però,nella maggior parte dei casi, sono suddivise per genere. Per farla semplice…esistono riviste manga solo con manga “shojo” o solo con manga “shonen”,difficilmente si trova una rivista dove ci sono sia dei manga spiccatamente “shojo” sia manga totalmente “shonen”. Ma cosa sono le riviste?

    Come al solito mi dilungo sempre tanto perciò la risposta ve la dirò la prossima volta cioè nella seconda parte di questa puntata!A presto!

                                                                                                                             ArchangelInHell


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