C’è una frase che più di tutte colpisce nel video pubblicato dal sindaco sulla chiusura di via Verdi e via Mazzola:
“Non vivo nella Repubblica di Facebook”.
Eppure è proprio a Facebook che il primo cittadino, Maurizio Cisternino, ha affidato, dopo oltre sette mesi di silenzio, le spiegazioni su una delle vicende più discusse e contestate degli ultimi mesi a Melendugno.
Via Verdi è chiusa dalla fine di ottobre. Oggi siamo a fine maggio.
Sette mesi di disagi per residenti, attività commerciali, automobilisti e cittadini, senza che nel frattempo venisse organizzato un incontro pubblico, una conferenza aperta o un vero momento di confronto con la comunità.
Ed è qui che la narrazione amministrativa inizia a mostrare tutte le sue crepe.
Perché nel 2022 questa amministrazione parlava di “palazzo di vetro”, trasparenza, ascolto, partecipazione. Concetti ripetuti come un mantra durante la campagna elettorale e nei primi mesi di governo cittadino. Ma il vetro, col tempo, sembra essersi appannato parecchio.
Nel video il sindaco parla di “fatti oggettivi”, di “procedure corrette”, di “sicurezza”, di “verità”. Parole importanti, certamente. Ma che arrivano dopo mesi di assenza comunicativa su una questione che ha inciso concretamente sulla vita quotidiana del paese.
Perché il punto non è soltanto il contenzioso con la ditta o la pericolosità del tratto stradale. Il punto è politico. Ed è soprattutto comunicativo.
Quando un’arteria resta chiusa per oltre mezzo anno, il silenzio istituzionale non è prudenza amministrativa: diventa vuoto. E il vuoto, inevitabilmente, viene riempito dalle domande, dalle polemiche, dalla rabbia e dai social.
Gli stessi social che oggi vengono quasi dipinti come una specie di luogo tossico da cui prendere le distanze.
Ma c’è una domanda che molti cittadini si pongono: se davvero il confronto personale è sempre stato aperto, perché non convocare pubblicamente cittadini e commercianti? Perché non spiegare mesi fa quello che oggi viene raccontato in un video?
Perché la trasparenza vera non consiste nel parlare quando ormai il problema è diventato ingestibile. Consiste nel comunicare prima, durante e dopo.
E poi c’è un altro passaggio che non passa inosservato. Il sindaco invita i cittadini a cercarlo “di persona” invece di “aprire Facebook”.
Un’immagine quasi romantica della politica di prossimità. Peccato che diversi cittadini raccontino una realtà ben diversa, fatta di comunicazioni difficili, critiche non gradite e confronti spesso evitati proprio quando il dissenso diventa scomodo.
La sensazione, sempre più diffusa, è che il dialogo funzioni bene finché resta favorevole. Quando invece arrivano contestazioni o domande insistenti, il clima cambia rapidamente.
Intanto via Verdi è rimasta chiusa per sette mesi.
E solo ora, proprio su Facebook, arriva l’annuncio: “domani inizieranno i lavori”.
Domani.
Una parola che in Salento ha un suono quasi simbolico. “Crai”.
Una parola che, a forza di essere ripetuta, rischia di trasformarsi in una perfetta metafora amministrativa.
Perché alla fine il cittadino questo ha percepito per mesi:
“crai, crai, crai”.
Come la rana dello stagno.
Solo che mentre la rana gracida, il paese aspetta.
E a furia di gracidare la rana può anche scoppiare.
Francesco Cappello
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