Nella seduta del Consiglio comunale di ieri, 17 aprile, Luigi Dima è stato eletto nuovo Presidente del Consiglio Comunale di Melendugno con 7 voti su 11 consiglieri presenti.
La sua elezione chiude formalmente una vicenda politica che aveva accompagnato per mesi la vita amministrativa cittadina, iniziata dopo la rottura tra il Partito Democratico e la maggioranza e culminata con le dimissioni di Cosimo Dima dalla presidenza del Consiglio.
Luigi Dima ha aperto il suo intervento ringraziando i consiglieri di maggioranza per la fiducia accordata, ma ha voluto rivolgere un pensiero anche al suo predecessore:
“Desidero ringraziare Cosimo Dima per il lavoro istituzionale portato avanti in questi anni al servizio della cittadinanza e dell’amministrazione tutta.”
Un passaggio non scontato, soprattutto alla luce delle tensioni degli ultimi mesi, e che sembra voler segnare una linea di discontinuità rispetto ai toni accesi che avevano accompagnato il confronto politico.
Nel suo discorso, Luigi Dima ha insistito più volte su un concetto: l’imparzialità.
“Il mio impegno sarà chiaro e fermo: garantire equilibrio, rispetto e imparzialità.”
Una frase che assume un peso particolare proprio perché pronunciata dopo settimane in cui il tema del ruolo super partes del Presidente del Consiglio era diventato uno degli elementi centrali dello scontro politico.
Secondo il neo presidente, il Consiglio deve tornare a essere:
“La casa della democrazia, il luogo del confronto autentico, dove le idee si scontrano, si incontrano e si arricchiscono, ma sempre nel rispetto reciproco.”
Un messaggio che guarda tanto alla maggioranza quanto alla minoranza e che sembra voler riportare il confronto politico su un terreno meno conflittuale.
L’intervento di insediamento di Luigi Dima appare costruito proprio per chiudere la lunga fase di tensione aperta nei mesi scorsi.
Nel suo discorso non ci sono riferimenti polemici, né rivendicazioni. Al contrario, il nuovo Presidente ha parlato di serietà, responsabilità, rispetto dei ruoli, attenzione ai cittadini, coinvolgimento dei giovani.
“Ai cittadini non bastano parole: essi chiedono impegno, coerenza e risultati.”
Una frase che può essere letta anche come un richiamo all’intero Consiglio comunale, dopo mesi in cui il dibattito si è spesso concentrato più sulle dinamiche interne alla maggioranza che sui temi amministrativi.
L’elezione di Luigi Dima rappresenta quindi non solo un passaggio istituzionale, ma anche un tentativo di riaprire una fase più ordinata e meno conflittuale.
Resta da capire se ci riuscirà davvero.
Perché se da un lato il nuovo Presidente ha indicato una linea di equilibrio, dall’altro la vicenda politica degli ultimi mesi ha già lasciato segni profondi e ha anticipato, almeno nei toni e nelle strategie, una campagna elettorale che guarda già al 2027.
Per il momento, però, il messaggio lanciato il 17 aprile è chiaro: riportare il Consiglio comunale a essere il luogo del confronto e non dello scontro.
Che in un Comune italiano dovrebbe essere la normalità. Eppure, come spesso accade, è una mera chimera