Ue, indagine sul prezzo degli e-book: rischio cartello

(7 dicembre 2011) BRUXELLES –  La Commissione europea ha annunciato che sta indagando sulla possibilità che esisti una collusione tra Apple e cinque grandi case editrici nel fiorente e crescente mercato dei libri elettronici. L’antitrust europeo ha dichiarato che Apple avrebbe potuto aiutare le cinque case editrici a mantenere alto e artificiale il prezzo degli e-book adottando “pratiche anticoncorrenziali che ne interessano la vendita”.

In particolare, la commissione ha specificato che è sotto esame “il carattere ed i termini degli accordi di stipulati” dagli editori e rivenditori di e-book, come Apple. Le cinque case editrici coinvolte sono il gotha dell’editoria internazionale, Harper Collins e Simon & Schuster per gli Stati Uniti, Penguin per l’Inghilterra, Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck per la Germania, Hachette Livre per la Francia. Nell’indagine è coinvolto anche l’ufficio per il commercio del Regno Unito, a seguito di un significativo numero di reclami.

Apple non ha voluto commentare la vicenda, come tradizione. In un comunicato, la casa editrice statunitense Pearson ha dichiarato che non crede

«che siano state violate delle normative, ma continuerà a cooperare pienamente e apertamente con la commissione».

Anche HarperCollins ha dato piena disponibilità per “cooperare con le indagini in corso”. E delle stesso avviso anche Simon & Schuster che in una dichiarazione si è resa disponibile a “cooperare con le indagini”.

Non è la prima volta, e non sarà certamente l’ultima, che alcuni editori vengano accusati di fare cartello per mantenere artificiosamente alti i prezzi dei libri, sia quelli cartacei che digitali. Nel mese di agosto, di quest’anno, uno studio legale californiano ha presentato una class action presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti sostenendo che gli editori e Apple avessero aumentato i prezzi degli e-book più diffusi per migliorare i profitti e combattere in questo modo la casa editrice nemica da sempre, Amazon coon l’obiettivo di farle abbandonare la politica “pro-consumatore a prezzi di sconto.”

Addirittura, sempre negli Stati Uniti, le grandi catene di distribuzione libraria, avevano il potere di fissare il prezzo dei libri, prerogativa persa con il tempo e con le pratiche da cartello adottate da alcune case editrici e secondo i funzionari europei convinti che questo sistema sia iniziato a cambiare quando gli editori, presumibilmente con l’aiuto di Apple, il cui famoso iPad funge anche da lettore e-book, ha un maggiore controllo sui prezzi degli e-book. Questi cambiamenti possono avere mantenuto i prezzi dei libri elettronici più alti di quanto non avrebbero potuto essere in un mercato pienamente competitivo, affermano i funzionari antitrust europei.

La decisione di aprire il caso è arrivata dopo le ispezioni a sorpresa da parte delle autorità europee presso gli uffici di aziende del settore avvenute nel marzo scorso, e la commissione ha dichiarato di voler trattare il caso “con una questione di priorità”.

 

Francesco Cappello

 

fonte: ilquotidianoitaliano

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