Tucum, l’app per fare l’elemosina

Le nuove tecnologie odierne stanno raggiungendo qualsiasi ambito della nostra vita e se ci pensi ogni giorno compi un’infinità di piccole azioni grazie ad applicazioni che hai scaricato sul tuo smartphone. Ascolti musica, fai acquisti, prenoti vacanze, ordini cibo da asporto e se sei annoiato ti intrattieni con app di giochi o accedendo a siti che ti permettono di tentare la fortuna attraverso scommesse di tennis come su https://m.starcasino.it/scommesse/tennis, oppure di calcio o di qualsiasi altro sport.

Di recente è stata sviluppata addirittura un’app per fare l’elemosina. E’ stato il giovane barese Giandonato Salvia ad intuire che si poteva fare qualcosa per evitare che le persone e famiglie più bisognose dovessero chiedere aiuto per strada racimolando monete offerte dai passanti. Questo genere di condotta ha anche conseguenze pericolose per chi è costretto a chiedere l’elemosina, alimena infatti un racket che non aiuta queste persone ad uscire dalla povertà.

L’app si chiama Tucum e si può scaricare su Google Play e Apple Store, i beneficiari che vengono individuati grazie alla Caritas Diocesana possono richiedere una testa in cui mantenimento costa il prezzo simbolico di 2€ al mese. Con questa tessera che contiene crediti e non soldi si recano in supermercati o altri tipi di negozi come panetterie, bar o ristoranti che aderiscono all’iniziativa e possono ritirare un pack composto da alimenti che garantiscono colazione e pranzo oppure cena.

Gli utenti che vogliono contribuire ad aiutare queste persone ad avere un pasto garantito e gratuito possono donare attraverso l’app. In questo modo si ha la garanzia che il versamento della somma di denaro che si decide di donare finirà nelle giuste mani e per una buona causa.

Anche gli esercizi che collaborano con l’iniziativa contribuiscono in modo generoso dato che il prezzo dei loro prodotti che vengono ritirati dai possessori della tessera è quello di costo, senza rincari per il servizio.

Questo meccanismo contribuisce a ridare dignità alle persone bisognose che potranno recarsi nei negozi che collaborano all’iniziativa come qualsiasi altra persona e pagare alla cassa senza dover aspettare per strada l’elemosina dei passanti.

Giandonato, che ha studiato economia all’università di Bari, ha scelto questo particolare nome per l’app perché Tucum è il nome di un legno di una pianta di cocco brasiliana da cui vengono prodotti anelli che sono un segno di condivisione alla causa dei più poveri.

Questo progetto di economia condivisa ricorda la tradizione napoletana del “caffè sospeso” che prevede che si possa pagare due caffè nonostante se ne consumi solo una affinchè una persona senza risorse che visita lo stesso bar più tardi possa godere di una tazza di caffè gratis. Con l’app Tucum, per smartphone e tablet, si può infatti scegliere il negozio o attività in cui donare e fare in modo che il proprio ristorante preferito o il panificio di fiducia possa offrire un cibo che apprezziamo a qualcuno che non può permetterselo con le proprie risorse.

Si può dire che con Tucum nascono l’elemosina digitale e la carità elettronica e che con questa app le donazioni vengono moltiplicate in modo rapido, trasparente ed ingegnoso.

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