Torna la balla delle penali: 20 miliardi se si blocca il progetto TAP a Melendugno

E’ da un po’ che seguiamo in silenzio la vicenda del gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) a Melendugno. E’ da un po’ che preferiamo il silenzio alle balle degli eletti dei 5 stelle in Parlamento. Ieri sera, 15 ottobre 2018, come saprete si è svolto un incontro a Palazzo Chigi tra rappresentanti locali pentastellati (in gita scolastica a Roma), il Sindaco di Melendugno, Marco Potì e il Premier, Giuseppe Conte, il pupazzo di pezza. Per l’ennesima volta si è preferito dare retta alle balle messe in giro da qualche lobbista riguardanti ipotetiche penali e qualcuno preferisce parlare di progetto blindato, esattamente com’è accaduto per la vicenda ILVA di Taranto.. Addirittura di 20 miliardi sarebbe la penale da pagare se il progetto dovesse essere fermato e 1 miliardo se l’approdo dovesse essere cambiato, da San Foca, per esempio a Manfredonia. Ebbene vogliamo riproporre un documento in cui viene indicato in calce che non esiste nessun HGA (nessun accordo, Host Government Agreement) con il proponente il progetto. Non esiste, nel momento in cui una senatrice salentina, Daniela Donno, faceva l’accesso agli atti, nè, si legge in calce al documento, è previsto che venga firmato un HGA. Allora i casi sono due: o i 5 stelle sono ancora a pagina 1 del progetto nonostante abbiano promesso tante volte di leggere le carte, oppure qualcuno imbecca i 5 stelle, il premier Conte e il vero Premier Salvini sulle cazzate da sparare a raffica. Personalmente non ho votato 5 stelle il 4 marzo scorso perchè sapevo che i cinque stelle rappresentavano un imbroglio, così com’è poi si è rivelato, ma il mio pensiero va a quei oltre 2600 cittadini di Melendugno e Borgagne che si sono fatti abbindolare da questi politici da strapazzo.

Francesco Cappello

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