TAP, per cercare la Xylella a Melendugno, usa metodo non accreditato sugli olivi del tracciato

19 aprile 2016 – A poco meno di un mese dell’inizio ufficiale dei lavori per quanto riguarda il gasdotto TAP e dopo la pubblicazione del quarto comunicato del Comitato NoTAP riguardo alle supposte tensioni che non si sono verificate in un posto non meglio identificato lungo la via vecchia San Foca Melendugno viene segnalato alla nostra attenzione un documento datato 15 aprile 2016. Il documento, firmato dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Melendugno, Salvatore Petrachi, e dal segretario del medesimo Comune, Antonio Antonica, indirizzato alla Regione Puglia, Ministero delle politiche Agricole, al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e alla Procura della Repubblica di Lecce e ha come oggetto la prescrizione A.44. Ricordiamo brevemente che il progetto del Trans Adriatic Pipeline deve sottostare a circa 60 prescrizioni e per avviare i lavori è necessario che tre di prescrizioni (A.29, A.44 e A.45) siano ottemperate totalmente. Nel documento in questione si legge che in merito alla prescrizione A.44 con cui sono stati trasmessi da TAP «i rapporti di prova dei campioni di ulivi prelevati presso l’area di stoccaggio nei lotti 1 e 1b, si rileva che gli stessi riferiscono del risultato ottenuto attraverso il metodo di analisi “qPCR”». Peccato però che il medesimo metodo di analisi (riguarda la presenza del batterio killer della Xylella Fastidiosa) sia stato dichiarato dallo stesso Centro di Ricerca “Basile Caramia” in data 27 ottobre 2015 non accreditato. Pertanto i due firmatari e funzionari del comune di Melendugno chiedono “di verificare tale aspetto ed eventualmente si sollecita di effettuare analisi di laboratorio con metodi accreditati”.

Francesco Cappello

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