Star Trek Discovery

Star Trek Discovery terza stagione. Come mi ha deluso. SPOILER

Chi mi conosce bene sa che sono un appassionato fan di Star Trek e questo pomeriggio ho assistito su Netflix all’episodio conclusivo della terza stagione di Star Trek Discovery. Attenzione se siete all’inizio della serie non andate avanti perché potrei svelare come va a finire, potrei, come si suol dire, spoilerare. Mi son deciso a scrivere di questo ultimo episodio perché sono rimasto profondamente deluso dell’evolversi della trama e dei personaggi. Addirittura il penultimo episodio, quello trasmesso dal canale streaming venerdì scorso, l’ho visto con qualche giorno di ritardo perché contrariato dalle scelte degli sceneggiatori e della produzione. Ma loro sono negli Stati Uniti e io in Italia e quindi l’unico modo, ingenuo, di  “protestare” era, dal mio punto di vista, vedere l’episodio in ritardo. Secondo il mio modesto parere la terza stagione di Discovery ha fallito su tutta la linea, ha preferito soluzioni ingenue ad ardui problemi. E’ stato più emozionante e coinvolgente Star Trek: Picard andato in onda sull’altro canale di streaming Amazon Prime.

ATTENZIONE CONTIENE SPOILER

Nella Stagione 3 di Star Trek: Discovery l’equipaggio si trova catapultato mille anni avanti nel futuro con alle prese una tecnologia pazzesca e libero dal binario prefissato dal franchise. Talmente libero che si ritrova in un universo dove il dilitio è un lontano ricordo. Per chi non lo sapesse il dilitio è il carburante per le navi a curvatura. Il grande fuoco, provocato da un bambino spaventato dalla morte della madre, ha distrutto tutte le navi alimentate a dilitio e i popoli del quadrante sono tornati alle navi con motori ad impulso ben lontani da quelle velocità che ci hanno appassionato in tutti questi anni, quelle belle navi veloci spinte dai motori a curvatura. E’ ovvio, quindi, che le relazioni diplomatiche di molti popoli, lontani anni luci gli uni dagli altri, si sono interrotte tanto che anche la Federazione Unita dei Pianeti si è ridotta all’ombra di sé stessa ed è vista ora non come quei generosi uomini e donne che davano una mano ad una navetta sconosciuta in difficoltà ma come un concorrente da abbattere e distruggere. La frase che si sente più spesso, quando gli eroi della Discovery interagiscono con altri mondi, è non dire di essere della Federazione. Stranamente questo declino della Federazione è evidente anche in Picard.

La scelta di introdurre il Grande Fuoco e la relativa distruzione dell’intero dilitio è stata coraggiosa da parte degli sceneggiatori Alex Kurtzman e Michelle Paradise, perché ha permesso alla serie di esplorare un tema che potrebbe toccarci da vicino: la scarsità di risorse, ma poi invece di cercare una fonte alternativa di combustibile ed esplorare altre strade ed aprire la mente a nuovi orizzonti  si torna indietro per scoprire un intero pianeta ricoperto dal prezioso metallo. Le navi della federazione sono ricche dove non manca nulla. Picard nella pellicola “Primo contatto” si vantava come la povertà fosse stata sconfitta e la ricerca dei beni materiali non fosse più vista come un compito primario da parte dell’umanità, invece mille avanti nel futuro la Federazione è un gruppuscolo di persone attaccate ad una poltrona che vivono di un passato che non tornerà mai più soprattutto perché le navi, comprese quelle della Federazione, sono, sì tecnologicamente avanzate, ma spinte da un motore lento e quindi costrette in una bolla in una stazione spaziale. Addirittura il pianeta Terra ha espulso la Federazione e vede nella Discovery un nemico.

La terza serie ha avuto inizio il 16 ottobre 2020 in piena pandemia da seconda ondata mentre negli Stati Uniti andavano in onda gli ultimi balletti della campagna per le presidenziali e Discovery aveva il potenziale per essere all’altezza della classica missione di Star Trek e fornire la prospettiva sui più grandi temi del giorno. Tuttavia, per ogni argomento affrontato gli scrittori hanno cercato una conclusione confusa e superficiale. Addirittura due episodi sono stati dedicati interamente alla creazione dello spin-off dedicato alla sezione 31, un dipartimento supersegreto dei servizi segreti della flotta stellare. Il risultato è stato una stagione estremamente debole le trame complesse sono state sì affrontate ma poi la loro soluzione è stata al limite dell’ingenuità come quella di promuovere il guardiamarina Tilly al ruolo di primo ufficiale, la stessa che si fa portare via la nave dal leader della catena Smeraldo, Osyraa, principale antagonista della Flotta Stellare. E’ lei, Osyraa, che interpreta il cattivo senza pietà e senza principi morali, è lei la vera protagonista della terza stagione di Discovery, che prima salva il nipote e poi lo fa divorare da un mostro solo perché si era fatto scappare dei prigionieri. Ed è un peccato che venga eliminata senza pietà da una rediviva e indistruttibile Michael Burnham che finalmente riuscirà a sedere su quella maledetta poltrona da capitano.

Francesco Cappello

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