goldfinger

Serie 007: Goldfinger. Per capire Bond bisogna passare da qui

Di tutti i Bond, “Goldfinger” (1964) è il migliore, e può essere un surrogato degli altri. Se per alcuni versi qualcuno non lo considera un grande film, è un grande spettacolo di intrattenimento, e contiene tutti gli elementi della formula di Bond che avrebbe funzionato ancora e ancora. È anche interessante come collegamento tra i primi due Bond, più modesti, e le successive stravaganze a grande budget; dopo questo, i produttori Albert “Cubby” Broccoli e Harry Saltzman potevano star certi che 007 sarebbe stato un prodotto durevole nel tempo.

Goldfinger

Con i suoi 111 minuti, “Goldfinger” è alla pari con “Dr. No”, in Italia conosciuto come “Agente 007 – licenza di uccidere” come il più corto della serie. Anzi come il più breve dei film di James Bond, e tuttavia contiene probabilmente più immagini durevoli di qualsiasi altro titolo della serie. La giovane donna uccisa da una vernice dorata; la bombetta con i bordi d’acciaio dell’assassino coreano muto Odd Job (Harold Sakata); l’Aston-Martin equipaggiata con espedienti mortali e un sedile eiettabile; Il sexy incontro di karate di Bond con Pussy Galore (Honor Blackman); il cattivo Goldfinger con la sua Rolls-Royce placcata d’oro, e naturalmente il raggio laser puntato sulle quelle parti basse di cui Bond ha tanto bisogno per continuare ad essere l’eroe della serie.

Ingredienti

La formula Broccoli-Saltzman ha trovato la sua compiutezza in “Goldfinger”. In primo luogo, la sequenza del titolo, che stabilisce Bond come un segugio del sesso, mentre lo collega con una sequenza acrobatica o una morte spettacolare. Poi la convocazione di M, capo dei servizi segreti britannici, e il briefing su un cattivo ossessionato dal dominio globale. Il flirt con Moneypenny. La dimostrazione da parte di Q di nuovi espedienti inventati appositamente per il suo prossimo caso. Poi l’introduzione del cattivo, la sua spalla assassina e bizzarra, e la sua assistente/accompagnatrice/amante femminile. La scoperta da parte di Bond della natura del piano malvagio del cattivo. La cattura di Bond e la certezza della morte. La seduzione di Bond della donna del cattivo. E così via, portando sempre a una scena finale in cui Bond sta per godersi la sua ricompensa di vittoria: i frutti sensuali della sua ultima conquista.

Il sesso per 007

Non ci sono scene di sesso estese nei film di Bond, solo preludi ed epiloghi. Il sesso di Bond è uno stile cinematografico speciale: un bacio veloce, ma intenso. Il sesso è accennato con giochi di parole carini e allusioni sessuali, ma mai esplicito. A partire dall’apparizione di Ursula Andress come Venere dal mare in “Dr. No”, tutti i film di Bond hanno presentato belle donne, ma in una tradizione pubblicitaria, esse appaiono nude non nei film, ma in un numero di Playboy che arriva nelle sale proprio prima della prima.

Il piano di Goldfinger

“Goldfinger” contiene un classico esempio della sindrome del killer parlante, una delle voci del mio piccolo glossario cinematografico. Auric Goldfinger (Gert Frobe) ha catturato Bond e lo ha sotto il suo completo controllo. Infatti, tutto quello che deve fare è rimanere in silenzio e il laser taglierà Bond dal tronco allo sterno. Ma Bond lo dissuade con un po’ di prontezza di riflessi, e viene liberato per diventare prigioniero di Goldfinger.

Goldfinger, come molti altri cattivi di Bond, sembra frustrato: deve essere irritante avere i nascondigli segreti più elaborati della terra, e non poterli mostrare a nessuno. Così Goldfinger fa volare Bond al suo allevamento di cavalli nel Kentucky, dove Bond è in grado di origliare i contorni di un piano per assaltare Fort Knox – rendendo il barone dell’oro Goldfinger l’uomo più potente del mondo, mentre i comunisti beneficeranno del caos mondiale. Più tardi, in una piacevole chiacchierata, Goldfinger risponde stupidamente a tutte le rimanenti domande di Bond, come ad esempio, come potrebbe mai rimuovere quelle tonnellate d’oro?

Questo tratto del film si basa su un’assurdità fondamentale. Goldfinger ha riunito i capi di tutte le famiglie mafiose d’America nella sua fattoria del Kentucky. Preme dei bottoni, e la presentazione più elaborata della storia del cinema si svolge. Gli schermi scendono dal soffitto. Viene mostrato un filmato di Fort Knox. Il pavimento stesso rotola indietro, e un vasto modello in scala del forte si alza su sollevatori idraulici (con Bond nascosto all’interno). Goldfinger dice ai mafiosi cosa ha intenzione di fare, Bond ascolta, e poi le persiane cadono per chiudere i mafiosi nella stanza, e vengono immediatamente uccisi con gas velenoso. Perché preoccuparsi di mostrare loro quella costosa presentazione se poi li ucciderai dopo? E’ probabile che Goldfinger non vedeva l’ora di gongolare di fronte le sue vittime fa nulla se poi non avrebbero parlato di quanto avessero poi visto.

Bond e Connery

Bond è interpretato in questi primi film da Sean Connery, che ha tolto il fiato al ruolo per tutti i suoi successori (George Lazenby, Roger Moore, Timothy Dalton, Pierce Brosnan), mentre allo stesso tempo ha sviato la sua carriera cinematografica. Per diversi anni nessuno poteva pensare a Connery se non nel ruolo di Bond. Nel 1967 lasciò la serie dopo “Si vive solo due volte”,  tornando per “Una cascata di diamanti” dopo il fiasco Lazenby, e un’ultima volta in “Mai dire mai più” .  Gli altri Bond non erano sbagliati nel ruolo (anche Lazenby ha i suoi difensori), ma non erano Connery. Era il solo il loro unico difetto.

Connery aveva l’elegante sicurezza di sé necessaria per il ruolo, e un dono per i doppi sensi. Ma aveva qualcos’altro che nessuno degli altri, eccetto forse Dalton. Uno sguardo d’acciaio. Quando i suoi occhi si stringevano e il suo corpo si irrigidiva, sapevi che il gioco era finito e lo spargimento di sangue stava per iniziare.

Scena preferita

E’ difficile ridurre ad una scena, il video di seguito le somma tutte ma manca proprio quella che mi appassiona di più. Si svolge  nella fabbrica di Goldfinger, quando 007 nel tentare la fuga si scontra contro un avversario temibile quanto lui: se stesso. Sono i fari della sua auto contro il quale va incontro e non può altro che cedere, arrendersi e soprattutto salvarsi, ma non prima di aver catapultato fuori, con il sedile eiettabile, il cattivo che gli sedeva affianco.

Per vedere Missione Goldfinger si può andare su youtube e acquistare la visione per  9,9€ in HD. Su Netflix o Prime Video il titolo non c’è.  Altrimenti l’alternativa è cercare un po’ con le solite chiavi di ricerca: “Goldfinger straming ITA”.

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