Per varie sentenze TAR la sola rete rossa non è inizio lavori. Guai per TAP

16 maggio 2016 – Ieri sera, 15 maggio 2016, verso le 19.30, con tecniche degne di un remake dei “soliti ignoti”, i tecnici di Tap provvedevano a innalzare una rete in materiale plastico con il precipuo scopo di dimostrare un fantomatico “inizio lavori”, scappando appena essersi conti che venivano ripresi con telecamere e telefonini. A questi tecnici, e a coloro che li hanno inviati sul posto, si vorrebbe ricordare che una semplice rete di plastica, di colore rosso, innalzata di domenica sera, durante le celebrazioni della festa, in un luogo scelto apposta per non essere visibili dimostra la volontà di non essere trasparenti. A ciò si aggiunga quanto più volte ha statuito la giustizia amministrativa per la quale è pacifico che una semplice rete con un cartello farlocco non può configurare un inizio lavori. Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale (decine di sentenze dei vari TAR Regionali), ai fini del rispetto del termine di inizio dei lavori di cui all’articolo 15 del d.p.r. n.380 del 2001 (Testo Unico dell’Edilizia), occorre il compimento di attività direttamente e immediatamente collegate all’inizio dei lavori, e tali non possono essere considerate la realizzazione della recinzione del cantiere, la pulizia dell’area, l’installazione della cartellonistica di cantiere, il taglio degli alberi, l’apertura di un varco di accesso al terreno, la demolizione di parte di un muro di confine; secondo la giurisprudenza prevalente, inoltre, non sono segno univoco di un serio inizio dei lavori neanche lo sbancamento del terreno e l’esecuzione dei lavori di scavo. È evidente che gli uomini TAP non sono al corrente di tale normativa altrimenti non avrebbero atteso l’ultimo giorno per “avviare” i lavori.

Francesco Cappello

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