Parenti delle vittime visitano Jacopo Lorusso per linciarlo, ma sono bloccati dagli agenti penitenziari

23 settembre 2015 – Non si fermano i messaggi irosi di numerosi utenti su vari social network contro Jacopo Lorusso, il 33enne autore dell’incidente dove hanno perso la vita due sedicenni nella notte tra sabato 19 e domenica 20 settembre sulla Melendugno Torre dell’Orso. Addirittura, piantonato in ospedale, perché dai primi accertamenti era stato riscontrato una compressione della gabbia toracica e contusioni varie, accusato di omicidio colposo, ha avuto anche la visita, in reparto dov’era agli arresti, di alcuni parenti delle vittime che gli hanno urlato in faccia il proprio dolore e un possibile linciaggio è stato scongiurato solo per intervento degli agenti della polizia penitenziaria che hanno allontanato e bloccato i facinorosi.

Jacopo Lorusso, animatore presso Hotel Thalas Club di Torre dell’Orso, viaggiava, in quella maledetta notte, sulla provinciale Torre dell’Orso Melendugno, davanti a lui quattro ragazzi con due scooter quando all’altezza del villaggio Medievale Roca Nuova, Lorusso che lucido non era perché aveva assunto alcol e cocaina (è risultato in seguito positivo) ha tamponato gli scooter che lo precedevano. Su uno dei mezzi viaggiava Giorgio Sabato, 16 anni di Nardò che è morto sul colpo, l’amico Alex Giuseppe Furio, coetaneo è deceduto al Vito Fazzi alle 7.40, cinque ore dopo l’incidente. Gli altri due amici se la sono cavata con qualche graffio, tanta paura e disperazione. Jacopo Lorusso, 33 anni, originario della provincia di Bari, animatore presso il Thalas era già conosciuto alle forze dell’ordine proprio a causa degli stupefacenti.

Francesco Cappello

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