Operaio di Melpignano finisce nei guai a causa di una telecamera nascosta

20 marzo 2014 – In tempi di crisi bisogna arrangiarsi. Probabilmente questo deve aver pensato un operaio dipendente della “Società Progetto Ambiente della Provincia di Lecce” di Cavallino che faceva, ufficialmente, l’operaio per la ditta citata, ma all’interno della stessa si era assunto il “doppio incarico” di alleggerire i colleghi di piccole somme di denaro. zullino alessandroDa alcuni mesi, alcuni dipendenti della ditta, tornando la sera a casa dopo il lavoro, si erano accorti che dai loro portafogli mancava del contante. Trattandosi di piccole somme, inizialmente qualcuno degli operai ha ipotizzato di aver speso il denaro, ma quando il fenomeno è diventato ripetitivo e diffuso tra i colleghi si è sempre più consolidata l’idea di essere vittime di furto. Ricevendo varie rimostranze dagli operai a cui era stato sottratto il denaro, il responsabile della società ha interessato i Carabinieri della Stazione di Cavallino che dopo aver raccolto le denunce dalle vittime, hanno iniziato le indagini vere e proprie e tra le varie ipotesi è emerso che le sottrazioni di denaro potevano essere avvenute solo all’interno degli spogliatoi della ditta, dove gli operai custodiscono i loro effetti personali in armadietti chiusi durante la giornata di lavoro, per cui i Carabinieri, su disposizione del Pubblico Ministero, Dottor Carducci, titolare del fascicolo d’indagini, hanno provveduto ad installare delle telecamere all’interno degli spogliatoi.

Mistero svelato: l’operaio presso la ditta “Società Progetto Ambiente della Provincia di Lecce”, approfittando della momentanea assenza dei colleghi all’interno degli spogliatoi, in più circostanze apriva i vari armadietti, dentro i quali gli stessi custodivano gli effetti personali, e da questi estraeva volta per volta il portafogli prelevando banconote di diverso taglio. Dalla visione delle immagini, sono stati ricostruiti almeno quattro episodi di furto (senza contare quelli avvenuti prima dell’installazione delle telecamere, di cui si ha notizia ma che non sono stati ancora denunciati), nei quali si vede distintamente l’operaio che, mentre sta per cambiarsi, prima si guarda intorno per verificare l’assenza di altri colleghi, e quindi apre gli armadietti e preleva le banconote, che va a riporre immediatamente nella parte superiore del suo armadietto dopo aver rimesso tutto a posto, in modo che le vittime non si accorgano del furto; in una circostanza, lo si vede addirittura studiare la presenza di eventuali colleghi dalla finestra, e quindi agire sempre con il solito “modus operandi”. Dall’attività d’indagine è emerso che lo stesso frugava sia negli armadietti lasciati aperti, ma anche in quelli chiusi: trattandosi di armadietti in lamiera, per l’operaio era molto semplice “allargare” leggermente la chiusura, frugare nei portafogli asportando il denaro, e quindi richiudere gli stessi “allargandoli” ancora una volta dopo aver rimesso a posto i portafogli alleggeriti, senza la possibilità per il proprietario dell’armadietto di accorgersi della manomissione.

L’operaio è stato arrestato oggi, quando i Carabinieri della Stazione di Cavallino, dopo aver quindi documentato i gravi indizi di colpevolezza sul suo conto, si sono appostati nei pressi degli spogliatoi ove avvenivano i furti, ed intervenendo in diretta, lo hanno beccato direttamente con le mani nell’armadietto, mentre aveva appena prelevato un portafogli. L’operaio-ladro è stato tratto in arresto per furto in flagranza, e su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura di Lecce, Dott.ssa Mignone, è stato condotto in regime di arresti domiciliari presso la sua casa di Melpignano, in attesa dell’udienza di convalida prevista per domani a Lecce.

La Redazione

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