NoTap, corteo a Lecce, poliziotto contuso. Televideo RAI si affretta a darne notizia. Il sangue attira sempre

Si sta per concludere un’intensa e movimentata settimana per il Salento, per Melendugno e per Lecce.

Il 6 dicembre scorso un’intera popolazione di commercianti, artigiani, liberi professionisti, operai di Melendugno e paesi limitrofi hanno incrociato le braccia e si sono astenuti dal lavoro per ribadire la loro contrarietà al gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline). La multinazionale ha risposto il giorno dopo con la pubblicazione delle nove associazioni che hanno partecipato alla seconda edizione del TAPStart, il bando che prevedeva uno stanziamento di 400mila euro per finanziare le idee (lo slogan è: “tu metti le idee, noi le risorse”). Questo, forse, per dire che non tutto il Salento è contrario al gasdotto TAP. Di contrasto il Movimento NoTAP rispondeva il giorno seguente con una grande manifestazione che bloccava il capoluogo di provincia, Lecce, causando l’impiego di 250 agenti in tenuta antisommossa per tenere a bada 800 manifestanti tra cui aderenti al Movimento No Tap ed appartenenti all’area antagonista ed anarchica. Fin qui nulla di strano, il corteo partito da Porta Napoli è arrivato in Piazza Libertini senza dare problemi. Il “fattaccio” è avvenuto dopo quando un centinaio di “facinorosi”, già noti alle forze dell’ordine, questo è quanto riporta la Questura di Lecce, si sono staccati dal resto dei manifestanti e con un corteo non preavvisato hanno dapprima raggiunto Piazza Sant’Oronzo e poi hanno cercato di raggiungere la sede TAP di Via Templari, forzando violentemente il cordone di Polizia: contro le Forze dell’Ordine sono stati lanciati petardi, pietre, bottiglie di vetro, cocci di vaso e bastoni. E qui il televideo RAI si ricorda che il primo dovere è l’informazione e poiché un agente di polizia, nello svolgimento del suo dovere, rimedia una ferita lacero contusa, i colleghi RAI colpiti, anch’essi dagli schizzi di sangue iniziano a battere le dita sulle loro belle e costose tastiere e creano due righe per descrivere questi cento cattivi ragazzacci che non accettano il progresso, che osano dire no ad un’opera inutile e dannosa, un’opera strategica che porterà 20 miliardi di metri cubi di gas in Europa e costruirà una centrale di depressurizzazione, la più grande d’Europa, a 100 metri dalla prima abitazione di Melendugno. Ma il metano ti dà una mano.

Francesco Cappello

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