Le nostre serate appestate di fumo: di notte il fumo non si disperde. Il video

26 settembre 2014 – “Tutto quello che rilasciamo e a seconda da dove rilasciamo l’inquinante in varie parti dell’atmosfera stessa sarà regolata da un trasporto che sarà diverso nei vari strati e nei tempi. In prossimità del suolo, a causa dell’attrito che si genera tra la Terra che gira e l’involucro gassoso che avvolge il pianeta tanto più è ‘rugosa’ o ha asperità tanto più il trasporto dell’aria viene rallentato”. foglie_che_brucianoLo ha dichiarato nella sua relazione una ricercatrice universitaria, Silvana Di Sabatino nel ciclo di incontri organizzati dalla Parrocchia di Melendugno e che aveva come tema il nostro ambiente. La relazione inoltre spiegava perché le nostre serate sono allietate da tanto fumo che ci creano tanti disturbi e che saranno l’argomento di un incontro che si terrà, oggi, a Borgagne in via Lecce, 18. L’incontro con la dott.ssa Di Sabatino del 3 dicembre 2013 spiegava cosa fosse quindi l’atmosfera e come noi umani abitassimo lo strato limite e perchè il fumo non si diluisce facilmente.

«Lo strato limite – continuava la Di Sabatino – è quella porzione di atmosfera in cui viviamo che è influenzato dalla superficie dove non ci sono solo alberi, piante, di montagne ma è fatto anche di contenuto di acqua, da una diversa capacità termica, una diversa risposta al calore che proviene dal sole. Quindi questa relazione tra rugosità e risposta termica fa sì che sopra di noi ci sarà uno strato che sarà basso di notte e alto di giorno, soprattutto d’estate. Fino ad un km e mezzo d’estate io sento la superficie, invece di notte e d’inverno di solito è fissato a 50 metri. Se io disperdo di notte un inquinante la sua capacità di diluirsi è minore perché ha un basso volume per disperdersi perché lo strato limite è minore e il volume di aria è minore quindi la concentrazione sarà più alta. Se l’emissione locale è una parte del problema e che la concentrazione è il risultato dell’emissione della trasformazione chimica e del trasporto dovuto alla massa d’aria». Dal primo settembre ormai la parola d’ordine per i contadini del Salento è bruciare le foglie per facilitare le operazioni per la raccolta delle olive, ma è anche vero che per tutti noi la parola d’ordine è respirare il meno possibile e tenere le finestre serrate con un ipotetico rischio per la nostra salute e quella dei nostri figli.

Francesco Cappello

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