nona sinfonia

Nona Sinfonia di Beethoven conquista i cuori e le menti del mondo. Era il 7 maggio 1824

Il venerdì del 7 maggio del 1824 Ludwig van Beethoven eseguì la prima della Nona Sinfonia in Re minore al Theater am Kärntnertor di Vienna, con il contralto ventunenne ungherese Caroline Unger (1803-1877), citata in qualche critica riguardo all’apparizione nel “Tancredi” di Rossini, e il tenore Anton Haizinger (1796-1869), insegnante di musica.
Considerata una delle ultime sinfonie di Beethoven, nota anche come “Sinfonia Corale”, poiché comprende orchestra, coro, cantanti solisti.

I primi tre movimenti puramente sinfonici sono seguiti da un quarto che include il ritornello sulle linee dell’ode “An die Freude” (Alla gioia) di Friedrich Schiller, simbolo degli ideali dei giovani tedeschi.

La scelta della destinazione di esecuzione

Beethoven insistette per poter eseguire la sua ultima composizione a Berlino, poiché era fortemente convinto che il gusto musicale dei viennesi prevalesse sui compositori italiani, come il noto Rossini. I finanziatori riuscirono a convincerlo per eseguire la première della sinfonia nella capitale austriaca, tanto da far firmare una petizione dai suoi ammiratori, interpreti della musica e importanti mecenati.

Fu una delle prime apparizioni sul palco del compositore dopo dodici anni. La première della sinfonia coinvolse la più numerosa orchestra riunita da Beethoven. Furono coinvolti la Kärntnertor house orchestra e la Società musicale di Vienna (Gesellschaft der Musikfreunde). Purtroppo non vi è una propria lista dei partecipanti dell’orchestra ma è noto che parteciparono molti degli artisti più in voga a Vienna.

L’emozione di poter osservare il proprio successo

Ufficialmente l’esecuzione fu diretta dal maestro di cappella del teatro, Micheal Umlauf. Beethoven, nonostante fosse sordo, volle condividere il palco con Umlauf per poter percepire l’opera tramite le vibrazioni.
Si dice che il contralto Unger si fosse avvicinata a Beethoven durante l’esecuzione finale per farlo voltare e poter essere consapevole di ricevere gli applausi e le urla di gioia.
Beethoven, non poteva udire gli applausi e le voci ma poteva ben notare il clima finale del pubblico entusiasta mentre buttavano in aria i propri cappelli, tenevo in aria dei fazzoletti e le mani alzate.

Opera d’eccellenza

È una delle opere piu’ note ed eseguite dell’intero repertorio classico. La sinfonia è considerata uno dei capolavori maggiori della musica occidentale, ritenuto come simbolo universale di unità e fratellanza tra uomini. Per i musicologi è accreditato come il capolavoro di Beethoven.

Nel 2001 lo spartito e il testo sono stati dichiarati dall’Unesco Memoria del mondo attribuita alla Germania.

Tra tre anni ricorrerà il bicentenario di quest’importante inno d’Europa.

Cristina De Luca

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