simone dima

Amministrative 2022: 2 liste, 2 candidati sindaci, 1 è di Borgagne

Checché ne dica qualcuno nei giorni scorsi si sono ufficializzate, agli occhi del pubblico, le due candidature a sindaco. La compagine uscente sosterrà il vicesindaco, Simone Dima. Lo sfidante è un ex assessore della stessa compagine, Maurizio Cisternino non candidato nel 2017 e ottimo assessore alla polizia locale.

I più spiritosi parlano di due facce della stessa medaglia. Salvo ovviamente sorprese dell’ultimo momento o liste civetta che servono solo a “sparpagliare le carte”.

Simone Dima potrebbe rappresentare la fine di una guerra fratricida iniziata dagli antenati dell’amministrazione uscente. Il vicesindaco è originario di Borgagne e fino alla sua ufficializzazione, a candidato sindaco di Melendugno, avvenuta l’altra sera, rappresentava un reato, di lesa maestà, solo osare di pensare che una cosa del genere potesse mai accadere.

A quanto pare tale progetto, altre volte, era stato proposto ma era stato opposto un netto rifiuto. I ben informati affermano, addirittura, che lo stesso Dima abbia dovuto lottare, non poco, per imporsi su quegli stessi che all’epoca crearono questa guerra interna. Quegli uomini temevano che una comunità forte, com’è sempre stata Borgagne, potesse portare chissà quali danni e nefandezze all’intero territorio e cinquant’anni fa cavalcarono l’onda della disunione “mortificando le legittime aspirazioni” (dr. Riccardo dixit). Per meri scopi personali crearono questa distorsione dividendo l’elettorato tra buoni e cattivi. Mio padre mi rammenta che all’epoca esisteva qualcuno che minacciava l’inserimento in un libretto nero coloro che non votavano “come si deve”.

Quegli stessi che oggi, forse sentendo mancare il terreno sotto i piedi, decidono che questa divisione è finita e pur di vincere e governare altri cinque anni Melendugno (Parigi) val bene una messa e quindi un melendugnese originario della frazione può continuare il lavoro svolto finora.

Francesco Cappello

 

 

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