Lo Spazio è un luogo pericoloso. Scoperti 2 grossi buchi neri

(6 dicembre 2011) ROMA – Gli astronomi hanno individuato i due più grandi buchi neri mai scoperti, ognuno più grandi miliardi di volte del nostro Sole. Le osservazioni di questi oggetti cosmici supermassicci permetteranno agli scienziati di capire come si formano i buchi neri e le galassie e soprattutto permetteranno di fornire importanti indizi per scoprire le prime fasi dell’esistenza dell’universo.

Il buco nero è un oggetto misterioso presente nell’universo e che ha affascinato e continua ad affascinare gli scienziati e i produttori cinematografici di serie spaziali. Il buco nero è il vuoto, una sorta di strappo nell’universo. Esso si crea a causa dell’esplosione di una stella che trascina verso di sè tutto, pianeti e asteroidi e nella finzione anche navi spaziali. Anche la luce non sfugge al buco nero.

Quelli scoperti recentemente si trovano ad una distanza notevole dal pianeta Terra, e questa è la buona notizia. Uno si trova nella costellazione del Leone, nella galassia NGC3842, a circa 320 milioni di anni luce da noi e il suo buco nero ha una massa, al centro, di 9,7 miliardi di masse solari. Il secondo oggetto scoperto è ancora più grande con una massa di circa 21 miliardi di soli ed esiste nel cuore della galassia NGC 4889, la galassia più luminosa dell’ammasso Coma, a circa 336 milioni di anni luce dalla Terra. I due “mostri” sono stati scoperti analizzando i dati provenienti dal telescopio spaziale Hubble e da due dei più grandi telescopi terrestri al mondo, il Gemini North e il Keck nelle Hawaii. La scoperta è stata compiuta dal team guidato da Douglas O. Richstone del dipartimento di astronomia presso l’Università del Michigan.

Fino ad ora, il più grande buco nero aveva una massa di 6,3 miliardi ed era stato registrato al centro della galassia ellittica gigante Messier 87. I buchi neri sono un biglietto di sola andata verso il mistero, un luogo dove la fisica conosciuta sembra scomporsi e lo spazio che tutti conosciamo diventa estremamente strano.

 

Francesco Cappello

 

fonte: ilquotidianoitaliano

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