Lettera aperta da Riccardo Innocenzio al Sindaco Marco Potì

Alla cortese attenzione del Signor Sindaco del Comune di Melendugno, ing. Marco Potì.

Pregiatissimo Signor Sindaco,

Nel ringraziarla per le cordiali manifestazione di apprezzamento e stima espresse nei riguardi della mia persona e della mia attività professionale, mi preme sottolineare che la mia è stata, è e continuerà ad essere solo l’opera di un servitore delle necessità sanitarie (e, a volte non solo) del comune di Melendugno svolte soprattutto nella frazione di Borgagne, ma non solo. Il mio quindi è (e sottolineo è, come direbbe la grande Mina) un ruolo importante (soprattutto nella tragica esperienza che stiamo tutti vivendo) nell’ambito della sanità pubblica della nostra comunità; ma non è il più importante!!

Il ruolo più importante, di protagonista, di principale responsabile della Sanità Pubblica nel nostro Comune compete a Lei, Sig. Sindaco; non me ne voglia se lo ricordo ma, in questa commedia dell’assurdo, è necessario sottolineare quelle che dovrebbero essere le verità più scontate ed elementari.

Ed è a lei, Signor Sindaco, come attore principale e principale autorità sanitaria del nostro comune che mi corre l’obbligo di rivolgerle queste osservazioni/sollecitazioni:

Per prima cosa non risponde a verità la sua affermazione che “la copertura sanitaria nella frazione di Borgagne è assicurata dalla presenza della dott.ssa Donno che può acquisire fino a 1500 pazienti…”.

Io auguro alla stimatissima dott.ssa Donno di raggiungere questo suo legittimo obiettivo, ma, qualora questo dovesse avvenire (entro quanto tempo?) il problema non sarebbe comunque risolto, perché rimarrebbe scoperta una notevole quota di cittadini, che avendo l’imperdonabile colpa di essere rimasta fedele fino all’ultimo minuto al sottoscritto, dovrebbe espiarla recandosi nel Capoluogo ed elemosinare la scelta, che non sarebbe più scelta, di un medico. Quindi non risponde a verità, purtroppo, Sig. Sindaco la sua affermazione che la copertura sanitaria a Borgagne è assicurata, bensì, purtroppo, risponde a verità la mia affermazione che Borgagne è senza medico.

Borgagne, dagli anni Sessanta in poi ha sempre avuto due medici che i cittadini potevano liberamente scegliere o cambiare. Altrimenti perché sarebbe stato dato l’incarico a ben due altri professionisti, oltreché la dott.ssa Donno? Professionisti incaricati che hanno accettato l’incarico ma che non possono operare. Perché? A chi corre l’obbligo di sbloccare quanto prima questa assurda questione?!?

Secondo importante problema che devo porre all’attenzione della principale autorità sanitaria del comune è quello relativo alla modalità di operare in sicurezza e rapidità la “scelta del Medico” stanti le ben note restrizioni sulla mobilità imposte dall’attuale emergenza sanitaria. Ci sarebbe la via telematica (Sanità Puglia – Scelta Medico) ma è fruibile solo da pochi eletti e quindi esclude la stragrande maggioranza della popolazione. È quindi assolutamente necessario e urgente trovare un modo rapido e sicuro di raccogliere in cartaceo la libera volontà dei pazienti per trasferirla all’ufficio Distrettuale competente in attesa che questo miracolo si avveri, cosa faranno che trenta, quaranta e a volte anche di più pazienti che quotidianamente il sottoscritto serviva. Il consiglio, il conforto, l’informazione, l’affetto… non mancheranno mai da parte mia; ma non basta!! A chi rivolgersi per un certificato, a chi per una richiesta di esami o visita urgente?

Ecco perché ho chiesto e continuo a chiedere, in attesa che si risolvano questi problemi (che andavano risolti ben prima!! È dal mese di agosto 2019 che il sottoscritto ha evidenziato il problema e continuamente evidenziato la probabile, ormai certa, criticità) mi sia permesso di continuare, gratuitamente, la mia attività di convenzione, tenendo soprattutto conto della tragica conseguenza. Le emergenze pretendono scelte e decisioni rapide ed efficaci che non si possono fermare di fronte ad un ritardo-inadempienza degli uffici preposti. Ecco perché a questa mia richiesta aggiungo con forza quella di operare con la massima sollecitudine affinché siano rimossi quanto prima gli ostacoli burocratici (il carissimo amico ing. Mario Potì con la sua consueta saggezza/sagacia ha detto: il coronavirus sta ammazzando tutti, tranne la burocrazia) ostacoli che impediscono a due professionisti incaricati di esercitare il proprio incarico.

Anche perché, nonostante la volontà e le tante benedizioni, comincio anch’io ad avvertire il peso degli anni e vorrei serenamente concedermi alla cura degli affetti, delle persone e delle cose care con la coscienza in pace di non aver tradito le aspettatove di quanti hanno riposto in me tanta fiducia.

Certo della Sua pronta ed efficace presa in carico delle criticità evidenziate con affetto e stima.

Riccardo Innocenzio

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