liberà su internet

La libertà su internet. Qualche riflessione

La libertà su internet? Un tempo quando tenevo i corsi di informatica amavo fare un esempio: Se qualcuno, ripetevo, crea un sito sul fatto che la luna sia fatta di formaggio l’unico modo per confutare tale tesi e crearne un altro con la tesi opposta. Sembra una banalità, ma è il pubblico che sceglie, che soppesa quello che potrebbe essere quello che può essere più vicino al suo sentire. Era l’utente, ora chiamato complottista, che cercava ciò che gli interessava e quindi gli andava bene trovare un sito sulla teorie “latticine” del satellite terrestre.

Oggi, nel 2022, ma credo che la questione sia nata già a partire dallo sbarco dei terrapiattisti sui social network, la questione è che non puoi scrivere da nessuna parte che la luna è composta da formaggio. Perchè vieni segnalato per comportamento errato e violazione dei termini della community. O male che vada incitamento all’odio. I social ci vorrebbero bravi bambini che condividono solo le proprie foto e video personali. Niente commenti, solo immagini.

É vero esiste un problema di fondo non indifferente. La luna citata all’inizio era inserita in un sito di nostra proprietà e le regole del sito le scrivevamo noi. Con i social network le regole sono dettate da una piattaforma che non è di nostra proprietà e soprattutto non ama il dissenso. La luna, il covid-19, le teorie complottiste del terra piattismo, la guerra in Ucraina sono argomenti scottanti e ogni social network segue la sua linea ufficiale. Le linee guida di un qualsiasi social network parlano di una pandemia di covid che ha fatto migliaia di morti con una percentuale pari al 90%. Guai a condividere le cifre reali anche se ufficiali. Così come guai a parlar male del presidente ucraino, Volodymyr Zelens’kyj, e del fatto che già dal 2014 esiste una guerra in Ucraina, in Crimea e nel Donbass.

Un tempo le linee guida non erano dettate dai cosiddetti analfabeti funzionali. Questi soggetti, la maggioranza, si riunivano al bar e ognuno di loro diceva la propria. Si parlava e si litigava del più e del meno. Le loro teorie strampalate rimanevano nel fondo di un bicchiere. Poi sono nati i social network, Facebook in particolare, e quelle teorie strampalate sono state condivise con altri analfabeti funzionali che a loro volta hanno condiviso e portato avanti quelle idee. Ed essendo la maggioranza hanno preso il potere e iniziato a dettare le linee guida su tutto. Dalla politica al sociale alla cultura. Ed ecco che per esempio qualche analfabeta funzionale propone la soppressione della lettera Z dall’alfabeto perchè utilizzata dall’esercito russo. Qualche altro soggetto invece annulla eventi che riguardano la cultura russa perchè in questo momento essa è vista come nemica delle linee guida dei social network.

Donald Trump

Nei primi giorni del 2020 il presidente uscente degli Stati Uniti, Donald Trump, chiamò a raccolta le sue truppe e cerca di abbattere il potere legalmente costituito dalla nuova elezione di Joe Biden. I social network, di comune accordo, chiudono i profili sociali del presidente uscente creando un precedente non da poco e molto pericoloso. Chi decide chi può parlare. Chi decide che quella frase, particolare, pronunciata da questo o quell’uomo politico, condivisa sul social network merita di scalare l’algoritmo ed essere ripetuta all’infinito? E non mi venite a dire che è tutta colpa della programmazione perchè chi scrive il tutto è sempre la manina umana e questa a quali regole e linee guida risponde?

I 5 stelle

Il movimento 5 stelle è stata la più grande truffa politica della storia italiana. Nato e sviluppato sui social network ha cavalcato l’analfabetismo funzionale e magicamente, e immeritatamente, si è ritrovato a guidare una Nazione. I suoi uomini e donne sono espressione della rete, quella che si ritrovava al bar e che si faceva influenzare da chi offriva il cicchetto. E i risultati, pessimi, della gestione, sono sotto gli occhi di tutti. Ma se pensate che il governo dei migliori sia qualcosa di diverso vi sbagliate di grosso. Tutti governano con un occhio alle linee guida dei social network e come tale si comportano. Non hanno un pensiero proprio e sembrano teleguidati dall’algoritmo.

Cosa fare

La risposta, e soluzione più ovvia, sarebbe uscire dai social network, abbandonarli al loro destino. In fondo non è roba nostra e tutti insieme ci creiamo il nostro contenitore. Sfortunatamente rischiamo di urlare da soli alla luna. Siamo una minoranza e non abbiamo possibilità di farci ascoltare. Ma se facessimo un nuovo “Aventino” faremmo il gioco dell’avventore del bar. Anche noi adeguarci alle linee guida dei social network e procedere all’autocensura? Sono domande e riflessioni che giro a quei pochi che leggeranno questo articolo. Io non so che fare! Se non continuare a stare sulla riva del fiume e attendere che un cadavere mi passi accanto.

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