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Green pass all’italiana e tamponi rendono la democrazia sterile

A Luglio scorso è entrato in vigore il Green Pass un certificato verde che limita pesantemente le libertà di accesso a luoghi ed eventi e viola i diritti fondamentali dell’individuo. Questa norma liberticida, dal 15 ottobre scorso, costringe  tutti i lavoratori, pubblico e privato, ad acquisire un certificato di esenzione dal Covid-19 per svolgere l’attività lavorativa. E’ anche un modo velato per costringere la restante parte della popolazione (15% circa) ad iniettarsi un siero per “combattere” il Covid19.

Sono colpevole insieme a tutti voi per aver ceduto al ricatto e accettato i tamponi se voglio continuare a lavorare. Ma prima di questo sono colpevole di aver perpetrato questo stato di cose, di aver ceduto alla paura di un virus che fa meno vittime di quelli che volontariamente inalano fumo proveniente da sigarette. L’OMS stima che ogni anno, nel mondo, 8 milioni di persone muoiano a causa del consumo di tabacco. I morti per covid-19 nel 2020. sul pianeta Terra sono stati poco più di 4 milioni e mezzo, in italia poco più di 130mila, forse. Addirittura un nuovo rapporto dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) rettifica, adesso, la cifra a poco meno di 4 mila vittime. Questo significa che abbiamo accettato uno strvolgimento completo delle nostre vite per un virus quasi “innocuo”?

In questi giorni di tamponi, ogni 48 ore a 15 euro l’uno, mi sono tornati alla mente i miei studi sul fascismo. All’epoca, quando ho studiato questo grave evento storico, mi sono sempre chiesto come sia stato possibile, non solo la nascita di quel movimento liberticida, ma il suo crescere e svilupparsi.

Per 21 anni il fascismo ha governato il Regno d’Italia, ha indirizzato i sudditi verso l’era fascista ed è cresciuto nella società creando grandi fortune e tante disperazioni. Fino all’8 settembre 1943 gli italiani se ne sono stati buoni nelle loro case, affaccendati ai loro impegni perché il Duce e i suoi accoliti erano al potere e dicevano cosa pensare e come farlo. All’indomani della notizia della caduta del fascismo quegli stessi italiani, che avevano preso la tessera del partito fascista (altrimenti non potevi lavorare, vi ricorda qualcosa?), scesero nelle strade per festeggiare la fine di qualcosa che essi stessi avevano contribuito a creare e  pensando, erroneamente, che la guerra fosse finita. Fino a quel momento solo un manipolo di coraggiosi aveva combattuto il fascismo, chi con scritti, chi parlando e subendone le conseguenze e chi aveva scelto di lasciare la propria casa per evitare la morte imbracciando le armi rifugiandosi tra le montagne. La stampa era completamente asservita e offendeva e denigrava tutti coloro che osavano mettersi contro il potere costituito. Fortunatamente non esisteva internet altrimenti Mussolini e i suoi discendenti ce li saremmo trovati ancora tra i piedi.

La libertà di parola e di pensiero esiste ancora ma restano confinate in una pagine su Facebook mentre il pensiero dominante ti denigra e offende solo perchè hai scelto una strada alternativa.  Anzi spesso veniamo sbeffeggiati e derisi da coloro che difendiamo, da quegli stessi che si sono inoculati il “vaccino” non perché credono nella ricerca scientifica ma perché gliel’ha detto la moglie, il medico, il deputato, il prete, l’infermiere, ecc.

Il fascismo, per chi non se lo ricorda, fu un movimento politico che condizionò le vite dei nostri nonni e bisnonni. Tra le altre cose promise di dare la terra ai contadini ma si rimangiò la promessa appena preso il potere anche se qualcuno continua a dire che “ha fatto anche cose buone”.

Il fascismo nato per portare giustizia e pace in una società uscita stremata dalla prima guerra mondiale portò la morte politica di tutti gli altri partiti politici tranne che si sé stesso. Sciolse il parlamento e abolì ogni libertà personale. Usò la paura per governare. E dove non arrivava la paura arrivarono i manganelli, le botte e l’olio di ricino. E se neanche tutto questo bastava ci pensava la polizia politica a fare il resto e a uccidere gli oppositori del regime. Ovviamente non mancarono le delazioni dei vicini di casa nei confronti di parlava troppo. La stampa nazionale, ad iniziare dal Corriere della Sera, mai una volta scrisse contro il potere costituito se non ricordandosi di essere stampa libera dopo la caduta del fascismo.

Voi che state leggendo queste righe e scuotete la testa pensando che sia sciocco a comparare questo stato di cose al fascismo vi faccio presente che la grande stampa, i grandi giornali, che parlano di indipendenza dell’informazione ci ammorbano con articoli che hanno il solo scopo di portare click e visualizzazioni alle loro testate.  Senza parlare dell’ondata di paura che hanno riversato in questi ultimi 18 mesi senza dare la possibilità al contraddittorio di avere un’idea diversa. E quando qualcuno cerca di essere indipendente viene denigrato, offeso e zittito. La grande stampa riceve finanziamenti pubblici e senza di quelli chiude i battenti perché sono  fuori mercato  e proni al potere costituito. Basti pensare che gli intellettuali che tanto si riempiono la bocca di libertà possono “parlare” solo perchè il “signore” concede loro la parola. Esattamente come avveniva nel medioevo quando il giullare deliziava il potente di turno con frizzi e lazzi.

Un amico qualche giorno fa mi ha fatto notare come la nostra Democrazia sia agonizzante, nel mondo occidentale, ed è stata soppiantata da populismo e dittatura e lo dimostra il fatto che gli stessi giudici costituzionali avvallino senza problemi qualsiasi atto dell’uomo forte in questo momento in auge facendo finta di non conoscere quella Carta che tutti noi abbiamo imparato ad amare grazie alle comparsate di Roberto Benigni. Quella stessa Costituzione, definita, “la più bella del mondo” è solo carta straccia e viene citata solo a stralci e nelle parti che interessano per confermare lo status quo.

Per non parlare dei nostri rappresentanti al Parlamento. Gente scelta chi grazie a pochi click e chi per volere del capo del partito e che non rappresenta il territorio che lo ha espresso. Senza parlare di coloro che avevano promesso di aprire il Parlamento come una scatoletta e sono completamente succubi del sistema e spaventati per l’avvicinarsi, inesorabile, del 2023. Addirittura questi personaggi, paladini delle libertà, sono stati i primi a votare i DPCM liberticidi di Giuseppe Conte all’inizio pandemia nel 2020.

Tutti noi siamo colpevoli di questo stato di cose come lo furono i nostri nonni e bisnonni quando il fascismo nacque e si sviluppò in Italia. Nello stesso modo ai nostri antenati piacque l’avvento di un uomo solo al comando, del Cesare perchè ci piace l’uomo forte che ti dice cosa fare, come pensare e quante dosi di siero ti devi iniettare nelle vene. L’italiano è un animale che dimentica velocemente e non studia. Non legge e non si informa e crede al primo fesso che fa la voce grossa e spara ordini a raffica. In fondo l’italiano appese per i piedi un dittatore solo dopo essersi sincerato che fosse veramente morto.

Francesco Cappello

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