Festa della Repubblica, dalla storia non impariamo nulla e compiamo sempre gli stessi errori

Festa della Repubblica, nel 1946 i cittadini scelsero, liberamente, chi li avrebbe governati. Erano stanchi della monarchia, al Nord, rea agli occhi della popolazione di aver appoggiato il governo Mussolini e il desiderio di cambiare e provare l’ebbrezza di questa Repubblica era troppo forte. Al Sud no, il Sud era fedele al Re, al luogotenente del Regno, Umberto II, e di partigiani e guerre di liberazione le aveva viste solo nei cinegiornali. Dal 1943 in poi il Sud era stato “liberato” dagli Alleati, dagli anglo-americani che sbarcati sulle coste siciliane avevano via via risalito la penisola e istituito un governo italiano sulle “baionette” Alleate. Brindisi era diventata la capitale di quello che rimaneva del Regno d’Italia e il Re si “godeva” gli ultimi anni di guerra. Al Referendum tra Monarchia e Repubblica il Nord bombardato e seviziato votò a favore della Repubblica, il Sud, monarchico, premiò il suo Re con oltre 10miliioni di voti. Preferenze che non bastarono e che indussero Umberto II a lasciare il paese il 13 giugno 1946.

Sembrano così lontani quegli eventi, quelle foto tutte in bianco e nero, quei filmati con la solita voce dello speaker eppure nessuno avrebbe immaginato che la sorte della monarchia italiana si sarebbe legata inesorabilmente alle sorti del fascismo e ne avrebbe seguito la caduta di là a qualche anno dopo. Quegli eventi, quegli uomini tornano alla memoria solo in occasioni di qualche evento, di una festa nazionale e invece dovrebbero essere sempre presenti per insegnarci che la storia si ripete sempre e che è essa è maestra di vita.

Buona festa della Repubblica dall’intera redazione.

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