“E’ importante avviare un buon rapporto con i puledri”. Un corso spiega come fare

31 maggio 2013 – Parte oggi e si concluderà domenica 2 giugno il primo corso per Imprinter. Il corso, patrocinato dall’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Lecce, mira a formare l’Imprinter, una nuova figura professionale che permetterà di conoscere le fasi di svolgimento del parto, sappia valutare la normalità del decorso così da decidere eventuali provvedimenti sanitari. corso_imprinterInoltre, saprà attuare adeguatamente le procedure di desensibilizzazione e sensibilizzazione sul puledro, rispettando i suoi tempi di apprendimento senza mai frapporsi fra il piccolo e la madre. In una società che utilizza i cavalli in contesti sempre meno naturali, è importante che essi sin da puledri crescano psicologicamente sani, tranquilli e fiduciosi nell’uomo. Per questo motivo è fondamentale avviare il prima possibile, un sano contatto con il puledro. La gestione di quest’ultimo, solo in apparenza è semplice, (non facciamoci ingannare dalla taglia). Gli errori che vengono commessi sono spesso molteplici e variegati e renderanno i futuri cavalli timorosi e con disturbi comportamentali. I puledri nascono neurologicamente maturi e pienamente sviluppati in tutti i loro sensi, per questo motivo, già a poche ore dalla nascita, hanno una forza non indifferente e delle reazioni simili a quelle di un cavallo adulto. Il dr. Robert M. Miller, celebre veterinario e scienziato statunitense, consapevole di questa caratteristica ha studiato e ideato la procedura “Imprint Training” che consiste nello sfruttare il momento di apprendimento (Imprinting) che si verifica entro le prime ore subito dopo la nascita del puledro. L’addetto alla manipolazione del nuovo nato deve avere una preparazione che gli permetta di affrontare ogni azione e reazione del puledro senza causargli traumi. Ogni prima esperienza resterà impressa nella mente del puledro per tutta la vita, per questo motivo l’unico obiettivo del manipolatore sarà quello di insegnargli il rispetto e la collaborazione in maniera non violenta e coercitiva, rispettando comunque la natura e i tempi dell’animale. Ciò permetterà al puledro di includere l’essere umano nella lista delle cose gradite e piacevoli.

Francesco Cappello

Lasciaci un commento