digital services act

DSA verso l’entrata in vigore: più sicurezza online in UE, anche per il gioco

Chiarezza e trasparenza per le piattaforme online. L’Unione Europea ha preso posizione sul Digital Services Act (DSA), con 530 voti a favore, 78 contrati e 80 astensioni. Un chiaro segnale per le piattaforme online e soprattutto per le piattaforme illegali, a cui viene stretto letteralmente il cappio al collo. “Intenzioni chiare dall’UE, e questa notizia fa rumore anche nel mondo del gioco, laddove il settore illegale rappresenta ormai una piaga”, come sostenuto dagli esperti di BonusRicchi. “Il tutto va a vantaggio della protezione dei consumatori e di quanti sono impegnati ogni giorno nella lotta all’illegale. Il DSA prevede tutta una serie di norme in favore di attività di protezione”.

Tra le nuove norme un meccanismo di avviso-azione migliorati, il concetto di segnalatori di fiducia, maggior protezione dei consumatori e requisiti validi per conoscere le proprie attività. Il futuro, in una sola parola, portato in dote dal DSA con l’obiettivo di creare uno spazio digitale trasparente, sicuro, che protegga i diritti degli utenti con regole valide per contrastare prodotti, servizi, contenuti, strumenti illegali. Un vantaggio anche per migliorare la responsabilità degli algoritmi, su cui oggi si basa l’intero settore online.

Nel dicembre 2020 era arrivata la proposta della Commissione Europea, e nel novembre scorso era seguita l’azione degli Stati Membri in termini di orientamento generale. Richiesta esplicita quella di escludere dalla DSA la menzione esplicita di servizi di gioco d’azzardo e scommesse online. Le modifiche introdotte dal Parlamento vanno verso la trasparenza per i destinatari dei servizi digitali.
Inoltre comprendono il targeting e le tecniche di amplificazione che coinvolgano dati di minori per visualizzare gli annunci pubblicitari. Compreso anche un targeting individuale sulla base di categorie speciali di dati che consentono di rivolgersi a gruppi di soggetti vulnerabili.

“I destinatari di servizi digitali e organizzazioni rappresentanti devono così poter chiedere risarcimenti per eventuali danni derivanti dal mancato rispetto delle piattaforme dei propri obblighi. Insomma, la proposta della Commissione Europea è ampiamente migliorabile, purché si tenga a mente l’obiettivo primario: uno spazio digitale sicuro per tutti. Un aggiornamento fondamentale nelle regole di internet all’interno dei confini comunitari”, concludono da BonusRicchi.

Ora che il Parlamento Europeo ha raggiunto la sua posizione, si aprirà la strada verso i “trilogues”, negoziati tra tutte e tre le istituzioni che vedranno il testo definitivo del futuro regolamento. Deadline fissata al 2023 per l’entrata in vigore nel 2023.

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