agente 007 mai dire mai

Come Connery tornò a fare l’agente 007 in “Mai dire mai”

Ah, sì, James, è bello riaverti con noi. È bello vedere il modo in cui sorridi da sotto le sopracciglia abbassate, e il modo in cui abbai i comandi in un’emergenza improvvisa, ed è bello vedere il modo in cui guardi le donne. Altri agenti segreti possono spogliare le donne con gli occhi. Tu sei più galante. Le spogli e poi le rivesti, con cura. Lei è una canaglia con l’istinto di un gentiluomo.

Sono passati 12 anni da quando Sean Connery aveva appeso al chiodo il ruolo di James Bond. Dodici anni prima aveva partecipato a “Una cascata di Diamanti” e dall’annuncio di Connery che non avrebbe “mai più” interpretato l’agente speciale 007. Quale complesso istinto l’abbia spinto a fare un ultimo tentativo con il ruolo, è difficile a dirsi. Forse i tre milioni di dollari messi in tasca potrebbero essere un buon motivo. O forse si convinse, una mattina, davanti allo specchio, mentre si tirava dentro la pancia e rifletteva che era in forma smagliante per avere 53 anni. E poi, con un inchino in direzione del suo amico Roger Moore Sean Connery è tornato a lavorare.
Il film si chiama “Mai dire mai”, pellicola del 1983. Il titolo non ha niente a che fare con il film – tranne il motivo per cui Connery l’ha fatto – ma non importa, niente in questo film ha molto a che fare con tutto il resto. Forse è più un modo di prendere in giro lo stesso Connery che avrà pensato  che mai avrebbe rifatto un film di Bond. “Mai dire mai” è  un’altra di quelle trame di Bond in cui gli ingredienti di base sono messi insieme più o meno a fantasia. Ed è il remake di Operazione Tuono  del 1965.

Si comincia con una minaccia (SPECTRE ha rubato due missili nucleari e sta tenendo il mondo in riscatto). Continuiamo con Bond, i suoi nuovi gadget, il suo briefing sulla missione. Incontriamo le belle donne che faranno parte della trama (Barbara Carrera come la terrorista Fatima Blush, Kim Basinger come l’innocente amante del cattivo Largo). Incontriamo i cattivi (Max von Sydow come Blofeld, Klaus Maria Brandauer come Largo). Si visitano luoghi esotici, si sopravvive ai colpi mancati, e Bond litiga con la donna cattiva e redime quella buona. Tutto secondo copione.
Ciò che rende agente 007 Mai dire mai è più divertente della maggior parte dei Bond ed è più complesso degli altri. Per prima cosa, c’è più di un elemento umano nel film, e viene da Klaus Maria Brandauer, come Largo. Brandauer è un attore meraviglioso, e sceglie di non interpretare il cattivo come un cliché. Invece, porta una certa pregnanza e fascino a Largo, e poiché Connery è sempre stato un James Bond particolarmente umano, la posta in gioco emotiva è più convincente questa volta.

Sean Connery disse che questo sarebbe stato l’ultimo film di James Bond. Ma il fatto che abbia fatto questo, così tanti anni dopo, è uno di quei piccoli miracoli dello show-business che non accadono mai.

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La Redazione

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