Analisi, senza peli sulla lingua, della situazione politica di Melendugno

14 novembre 2014 – Ringrazio la redazione di melendugno.net per avermi chiesto di analizzare l’attuale scenario politico melendugnese. E’ uno scenario che tende a evolversi, specie dopo lo scioglimento del gruppo consiliare “Idea Comune”, un passaggio prettamente politico. Politica a melendugnoCiò che mi preme evidenziare è che Melendugno non ha mai avuto un grosso dibattito politico. Poche volte, negli ultimi anni, le vicende di un gruppo consiliare o di una maggioranza hanno interessato il grande pubblico e, passato il tempo di campagna elettorale, la partecipazione spontanea a incontri di discussione o dibattito non è mai decollata. Per questo, le vicende del gruppo consiliare “Idea Comune”, come anche le vicende della maggioranza, di cui, sotto gli ombrelloni di 3 mesi fa, si diceva che andasse verso il rimpasto giuntale, non suscitano dibattito nel paese. Un indice allarmante per la politica, specie perché può essere un campanello d’allarme di insofferenza verso tutti gli attuali esponenti.

Lo scenario, quindi, è in evoluzione come appare dalle motivazioni dichiarate in aula dal gruppo consiliare ormai sciolto, basate su dinamiche programmatiche e futuribili e non personali. Detta in termini diversi dal politichese, attualmente c’è un’opposizione tricellulare che si prepara a nuove prospettive senza avere le mani legate.

In un quadro in cui il gruppo Nuova Identità Locale, rappresentato da Mauro Russo, sembra sempre più distante dal partito che esprime la maggioranza assoluta in Consiglio e in Giunta (Partito Socialista), logica vuole che andrà verso la formazione di un’alternativa credibile. Anche perché il tempo a disposizione è ampio: fino alla durata del mandato mancano due anni e mezzo, un tempo sufficiente per dialogare e discutere di un progetto serio, onde evitare di formare alleanze di comodo nella settimana precedente la presentazione della lista.

E la maggioranza? Accantonato, forse, il periodo in cui si cercavano nuovi ingressi per un rimpasto della Giunta, le prospettive dovrebbero essere quelle di cercare una coalizione, magari con il PD con cui ha dialogato in vista delle ultime Europee e sicuramente dialogherà in vista delle prossime Regionali. Senza sovrapporre il quadro nazionale/regionale con quello comunale, è proprio il circolo del PD che, con l’ultima edizione de “Il Malandrino”, aveva dimostrato un chiaro orientamento rivolto alla riunificazione del centro-sinistra locale, quindi un’alleanza con la maggioranza.

A dir la verità, alla maggioranza non servirebbe solo una via d’uscita per le future amministrative, ma servirebbe una boccata d’ossigeno sul piano della gestione amministrativa del Comune, che fatica. L’estate trascorsa ha mostrato come la squadra amministrativa abbia arrancato dal punto di vista della manutenzione e dellaprogrammazione e, forse, il tentativo di aprire le porte all’ex vice-sindaco Mauro Russo andava verso la copertura di queste lacune. Tra alcune grane politico-amministrative (concorso per istruttore tecnico-direttivo finito al TAR, Regionale 8, TAP in primis) e importanti provvedimenti amministrativi (piano delle coste, PUG), la maggioranza dovrà ritrovare la quadra. E l’opposizione, se vuole essere una vera alternativa, dovrà trovare una strada nuova per la propria proposta amministrativa.

In gioco c’è il rilancio, nei prossimi anni, di un Comune che già quest’estate ha subito una cattiva immagine dovuta ai divieti di balneazione a favore della costiera jonica, e che dovrà cercare di contrastare la leadership di Otranto, ancora più forte dopo aver ottenuto l’autorizzazione alla costruzione del porto turistico da 500 posti.

Angelo Petrachi

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