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A chi giova “l’opposizione” del Re sul gasdotto TAP?

    In politica c’è un modo di dire, si chiama “opposizione del Re” ed è quando la “congiura è messa in piedi dallo stesso sovrano per equilibrare il suo potere”. A noi, che seguiamo la vicenda sin dagli albori sembra che qui l’opposizione del Re sia più che in atto e che a tutti giovi fuorchè alla popolazione.

    Cui Prodest, a chi giova tutto questo? Questo si potrebbe pensare dopo aver letto quanto scritto da un professore che ha affidato a Facebook la sua amarezza e la sua rabbia. Il docente in questione non è l’ultimo arrivato, anzi spesso arriva prima degli altri e ne paga le conseguenze. Non ha un carattere facile, questo sia chiaro, e noi che lo conosciamo da tanti anni possiamo affermarlo senza la paura di esserne smentiti. Il professore si chiama Graziano Petrachi e ha affidato al popolare social network “due conti”. L’argomento è ovviamente il gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline) e l’occasione è l’indomani della conferenza stampa tenuta presso la sala consiliare di Melendugno in occasione dell’annuncio, urbi et orbi, del sequestro, da parte della Procura di Lecce, di una porzione del cantiere in località Le Paesane. Sembrerebbe, almeno a quanto scrive il prof. Petrachi che qualcuno stia giocando con le carte, con le date e con la vita dei tanti attivisti che ogni giorno mettono il cuore e la propria fedina penale a rischio contro quest’opera inutilmente costosa che dovrebbe portare fino a 20 miliardi di metri cubi di gas dall’Azerbaijan in Europa.
    A chi giova mandare avanti un singolo, privato cittadino, che in occasione delle violazioni della prescrizione A.29 (eradicazione alberi, violazioni ai vincoli paesaggisti) presenta presso la Procura di Lecce il 5 agosto 2017 scorso un esposto senza che il Primo Cittadino di Melendugno, Marco Potì, abbia la voglia, o la lungimiranza, di seguire la stessa via?
    A chi giova non inviare la stessa diffida il 24 agosto successivo così come a chi giova inviare il 12 ottobre scorso, al Ministero dell’Ambiente la richiesta di messa in mora intimando allo stesso Ministero di sanzionare TAP per il mancato rispetto delle ottemperanza A29 e ottenendo dallo stesso risposta il 7 novembre successivo? Mentre al comune il ministero dell’ambiente faceva sapere che nessuna diffida era stata protocollata.
    Il prof. Petrachi continua nel suo lungo messaggio su Facebook che in data 27 novembre 2017 ha presentato esposto in procura al fine fosse vagliato se il rifiuto del ministero a intraprendere la procedura sanzionatoria avesse rilievi penali. In data 8 febbraio 2018 il Ministero dell’Ambiente ha emesso decreto direttoriale dichiarando ottemperata la A29 parte 2 e consentendo a TAP di espiantare gli ulivi dopo la data del 28 febbraio (giorno che la via prevedeva come ultima data per l’espianto fino al dicembre successivo). A questo decreto il Comune NON opponeva ricorso, e l’atto si è reso definitivo.
    A chi giova tutto questo.
    E ancora il Ministero dello sviluppo economico il 14 marzo scorso concesse la variante per consentire la recinzione delle Paesane. Ad oggi NON risulta presentato ricorso dal Comune e chissà se mai qualcuno si deciderà di presentarlo. Infine il 24 aprile scorso i parlamentari 5 stelle in visita al cantiere hanno presentato esposto a mezzogiorno e circa due ore più tardi il comune si è deciso di inviare a mezzo PEC una diffida con incidente probatorio già iniziato.
    A chi giova o a chi ha giovato aver trasformato un tranquillo paese della provincia salentina a pochi chilometri dal mare, di circa 10mila abitanti, in un avamposto di trincea colmo di sigle primo tra tutti gli anarco-insurrezionalisti. A chi ha giovato aver messo la propria sicurezza in pericolo, o quella dei propri figli sporcando il loro foglio matricolare (ma tanto il militare non è più obbligatorio) e poi fare a gara per i selfie, le conferenze stampa e quant’altro il circo mediatico prevede.
    In politica c’è un modo di dire, si chiama “opposizione del Re” ed è quando la “congiura è messa in piedi dallo stesso sovrano per equilibrare il suo potere”. A noi, che seguiamo la vicenda sin dagli albori sembra che qui l’opposizione del Re sia più che in atto e che a tutti giovi fuorchè alla popolazione che questa opera e queste angherie le stia subendo e a cui molti si sono appassionati perdendo notti e libertà.
    Ovviamente se qualcuno vuol produrre altra documentazione oltre quella fornitaci dal prof. Petrachi noi saremmo ben lieti di dare spazio e voce.

    Francesco Cappello


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