La lotta al TAP alcune volte va oltre. Poi arriva il maketing-spazzatura del gasdotto e pulisce tutto

    E’ difficile parlare della questione TAP (Trans Adriatic Pipeline) a Melendugno e nel Salento in generale. Semplicemente perché qualcuno potrebbe non capire oppure quelli che seguono queste pagine potrebbero capire altro, o solo quello che gli conviene, non leggendo tutto il resto.

    La questione TAP, la questione della costruzione del gasdotto che dovrebbe portare il gas azero dall’Azerbaijan in Europa trasformando l’Italia in un crocevia di gas, un HUB è questione assai complessa. Non passa giorno che non accada qualcosa e star dietro a tutto è cosa non possibile per una piccola redazione come la nostra. Secondo aspetto è l’assenza assordante della massa. E’ vero, quando ci sono le grandi manifestazioni o i raduni i leoni da tastiera si fanno vedere, partecipano, fanno presenza, è come se timbrassero il cartellino con il selfie o con la foto con il capopopolo di turno, ma poi “passata la festa gabbato lo santo”, come si dice, e le iniziative se le “sciroppano” sempre gli stessi personaggi che mettono a rischio la propria fedina penale per opporsi, come possono, a questa inutile opera strategica. Nell’ultimo anno abbiamo assistito a tutto ciò che, forse, hanno subito altre popolazioni, in altri luoghi, quando si è trattato di affrontare e di esprimere il proprio dissenso ad altre opere inutili spacciate come strategiche e poi lasciate lì a marcire. La lotta al TAP è compiuta da uomini e donne, ragazzi e ragazze, che alcune volte travalicano il loro ruolo e compiono azioni che è difficile giustificare e accettare in toto. Si abbozza un mezzo sorriso, si storce la bocca si cerca di trovare una giustificazione anche quando non ce ne sono poi. Ma poi si sa che il fondo lo tocca sempre qualcun altro perché ormai non è raro che arrivi il TAP ufficiale che pur di fare marketing di bassa lega, a prezzi stracciati, si offrono a ripulire o ad incollare i cocci di qualsiasi cosa dopo aver provocato essi stessi la questione. Senza parlare dei social, dove tutta la popolazione del Salento è NOTAP ma quando ci si va a parlare di persone, con alcuni di loro, iniziano i distinguo, i “chissà”, i “ma forse” o i “ma tanto la fanno”. Sui Social i leoni da tastiera, spesso confusi con i leoni da tastiera di movimenti o partiti politici, si azzannano senza remore come se non ci fosse un domani ma nell’intimo e al di fuori anche loro spesso parlano in modo diverso da come si digitano sulla tastiera. Anche il gasdotto TAP ha i suoi leoni da tastiera che per partito preso sono a favore di opere strategiche fuori dalle loro rotte o semplicemente perché si fidano ancora ciecamente dello Stato quello stesso che preferisce gli interessi collettivi, spesso europei o di qualche lobby agli interessi dell’individuo che dovrebbe invece difendere.

    Francesco Cappello


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