Tre motivi per non dimenticare cos’è successo nel Salento in questi ultimi 30 giorni

    Avete mai pensato di come sia facile dimenticare, di come sia più semplice ricordare solo le cose belle, di come, per esempio, all’epoca i treni arrivassero in orario?

    L’italiano è un animale strano e dimentica facilmente le angherie e le storture che caratterizzano la sua vita sociale e politica. L’italiano per esempio non ricorda più che fino a qualche anno fa il signor Matteo Salvini voleva dividere il nostro Paese e praticava ancora quella farsa della riunione a Pontida prelevando l’acqua dal fiume Po. Tanti cittadini italiani, soprattutto del Sud, si sono avvicinati a Salvini dimenticandosi di tutto, delle tante parole contro il Sud Italia e i cittadini Meridionali e la loro voglia di assistenzialismo e hanno creato dei soggetti partitici che inneggiano a questo parassita dello Stato Italiano.

    In virtù di questo, soprattutto noi salentini, non dobbiamo dimenticare alcuni passaggi che già sembrano calati nel dimenticatoio.

    1. Funzionari pubblici di pubblica sicurezza che manganellano consiglieri regionali e Sindaci durante delle pacifiche dimostrazioni in località San Basilio, San Foca, nel marzo-aprile scorso;
    2. Agenti di pubblica sicurezza che chiedono documenti e schedano tutti coloro che capitano, per caso o per scelta, sempre nella stessa zona, località San Basilio, San Foca dove per un mese il Prefetto di Lecce, altro funzionario pubblico, interdice all’accesso a tutti fuorchè agli esponenti di una multinazionale estera. Anche la stampa è interdetta e viene, in seguito alle proteste, inventato il pass per la stampa;
    3. Infine non bisogna dimenticare la stretta repressiva comminata a 52 attivisti che vengono fermati, caricati a forza su un cellulare e tradotti in Questura a Lecce e non contenti e, sempre, per favorire la medesima multinazionale a Roma si tenta di far passare una leggina che comporta l’arresto immediato per coloro che decidono di manifestare, sempre a San Basilio, contro la costruzione del gasdotto TAP (Trans Adriatic Pipeline).

    L’italiano è un cittadino strano, dimentica facilmente, ora arriverà Natale, poi si passerà al capodanno e infine arriverà la Befana magari portandoci l’approvazione dell’emendamento che ieri è stato bocciato dal presidente Francesco Boccia in Commissione Bilancio della Camera, anche di questo l’italiano e il Salentino, in particolare, dovrebbe ricordarsi.

    Francesco Cappello

    Nota a margine: il cartello affisso sull’albero di olivo è stato rimosso durante le operazione di smontaggio del muro di cinta che delimitava la zona rossa, anche questa “creazione” non dovrebbe essere dimenticata


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