17 maggio 2016 – Ormai siamo arrivati alle battute finali. Da una parte il consorzio TAP (Trans Adriatic Pipeline) che in pompa magna, in Grecia oggi, inaugura a Salonicco i lavori di costruzione del TAP alla presenza di tante personalità importanti tra cui il primo Ministro ellenico Alexis Tsipras e quello albanese Edi Rama.
Dall’altra parte dell’Adriatico, invece, continua lo scambio di carte tra il Comune di Melendugno, la stessa multinazionale del gas e il Ministero dello Sviluppo Economico. Tap nelle ultime ore ha rilanciato il jolly affermando come per il MISE l’installazione di una semplice rete di plastica segni improcrastinabilmente l’inizio dei lavori e la possibilità di non perdere i permessi e non vedere decadere i vantaggi economici garantiti dalla deroga ottenuta al rispetto del Terzo Pacchetto Energia(CE) che scadevano proprio lunedì 16 maggio. Intanto il Comitato NOTap e il Comune di Melendugno, nella persona di Marco Potì, sono dell’opinione che il jolly calato da TAP sia solo una richiesta di chiarimento del 3 maggio scorso inviata dal Comune e dall’Autorità di Bacino sull’inizio lavori fissato per il 13 maggio mentre i vigili urbani di Melendugno e i carabinieri hanno certificato il montaggio della rete e del cartello retrodatato a domenica 15 maggio 2016 alle ore 19.30 e che tale evento non possa essere assolutamente considerata come inizio lavori perché in contrasto con alcune sentenze di Tribunali Amministrativi Regionali come quello campano, laziale e del Consiglio di Stato con sentenza n.5242/2000. E intanto mentre questa giornata convulsa e piovosa volge al termine i cittadini di Melendugno e dintorni sono in attesa di conoscere il proprio destino, se avere a pochi passi da casa una centrale di depressurizzazione oppure lasciarsi alle spalle questo incubo che vuole trasformare questo territorio in un mero hub del gas.
Francesco Cappello
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