2 novembre 2015 – Le dichiarazioni a mezzo stampa della senatrice cinque stelle, Barbara Lezzi, avrà gelato sicuramente gli animi di quei politici e attivisti che speravano di realizzare una lista civica insieme ai 5stelle. Ma andiamo con ordine. A maggio 2015 una coalizione guidata da Fabio Tarantino (ex-pd) vince a Martano. Al suo interno due elementi 5 stelle usano il logo pentastellato su manifesti dove è palese l’alleanza con il candidato Sindaco, e il cui slogan non lascia adito a dubbi: “due 5stelle in ‘comune’. Ora!” All’epoca dei fatti non dev’essere sembrata una cattiva idea se addirittura nessuno degli eletti, nazionali e europei, o gli stessi candidati alle regionali abbiano sollevato eccezioni. Fabio Tarantino vinse la corsa alla carica di Sindaco e nomina uno degli attivisti candidati assessore al comune di Martano. Neanche in quell’occasione nessuno si è sentito in dovere di sollevare obiezioni. Solo qualche attivista 5stelle più attento alle regole ha espresso qualche critica ma esse vengono ignorate o tacitate. Ieri a distanza di, soli, cinque mesi la doccia fredda.
«Sono tenuta ad intervenire rispetto ad un’incresciosa vicenda che si trascina oramai da troppi mesi – scrive la senatrice Lezzi in un comunicato stampa – la questione riguarda la lista civica vincitrice delle ultime amministrative nel comune di Martano della quale fanno parte alcuni ex-simpatizzanti del Movimento 5 Stelle e che, in quanto tali, non sono eletti del Movimento. Purtroppo malgrado solleciti reiterati, gli stessi hanno adito a confusione e non hanno mai sentito il bisogno di chiarire la loro posizione che non li vede facenti parte del movimento».
Quindi a maggio, in piena campagna elettorale per le Regionali 2015, quegli (ora) ex-attivisti andavano bene, ora dopo cinque mesi non più. E per non generare altre liste civiche ibride, in vista delle elezioni 2016, la senatrice Lezzi rincara la dose:
«Con la presente nota intendo diffidare i consiglieri e assessori del Comune di Martano dall’utilizzo del nome e logo del Movimento 5 Stelle per qualsiasi forma di comunicazione o propaganda in quanto non esiste nel citato comune una lista certificata come da regole ferree del Movimento».
Francesco Cappello
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