Indagini “ad alta quota”: i carabinieri usano i droni per scovare abusi ambientali ed edilizi

24 novembre 2013 – Vi ricordate le riprese video fatte nei mesi scorsi che riprendono la città di Lecce e il Salento, in generale, dall’alto? Belle vero? Da mozzare il fiato. L’idea era venuta ad una nota azienda di Lecce che ha realizzato i video grazie ad un drone senza pilota. Un drone che, questa volta, non è stato utilizzato per portare il suo carico di morte ma che ha permesso a migliaia di utenti di vedere Lecce e il Salento da una prospettiva nuova riservata solo ai volatili.DSC01535 (Custom) La stessa cosa devono aver pensato i carabinieri della Compagnia di Campi Salentina che nei giorni scorsi hanno iniziato una serie di accertamenti rivolti ad adempiere una serie di deleghe della Procura della Repubblica di Lecce in materia di reati ambientali ed edilizi sul territorio di Porto Cesareo. Necessitando di immagini e riprese dall’alto si è deciso, grazie all’ausilio di una impresa che prevalentemente si occupa di effettuare filmini di eventi (feste, matrimoni, ecc.) o documentari, di utilizzare due piccoli droni, dotati di radiocomando a terra con monitor visualizzante in diretta le immagini ritratte, in grado di volare ad un’altezza di 150 metri (aventi quindi un raggio di azione di 1,5 km), dotati di 10 minuti di autonomia e capaci di effettuare fotografie in rapidissima frequenza e di qualità eccellente, nonché riprese video. I droni sono anche dotati di sistema GPS con rilevazione delle coordinate geografiche, molto utile, a esempio, per stanare eventuali cantieri abusivi difficilmente percepibili circolando in strada. Diverse le fotografie che potranno tornare utili alle diverse indagini in corso, in diversi campi: strutture precarie non smontate, abusi edilizi, modificazioni di dune, occupazioni di suolo demaniale. Le foto scattate testimoniano l’altissima qualità e utilità dei droni per questi nuovi tipi di indagini “ad alta quota”.

La Redazione

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