Domani Melendugno e dintorni chiude per dignità contro TAP. Ma c’è qualche imbecille che rovina la festa

    E siamo arrivati al 6 dicembre. Domani tutte le attività commerciali di Melendugno, una buona parte di Borgagne, Calimera, Vernole e qualche altra attività del Salento scioperera’ per dire, con forza, no al gasdotto TAP.

    Sia coloro che decideranno di scioperare domani, 6 dicembre 2017, sia coloro che non lo potranno fare, per i più disparati motivi, possono essere considerati senza ombra di dubbio degli eroi. Lasciando da parte quegli imbecilli che parlano di boicottare quelle attività che non possono o non vogliono chiudere per un motivo qualsiasi, lasciando da parte coloro che minacciano ritorsioni a chi non chiude le serrande, lasciando da parte la multinazionale Eurospin che chiude per “motivi di sicurezza” come se dovesse temere qualcosa dalla popolazione che gli dà da mangiare ogni giorno. Escluse queste storture cittadini, commercianti, artigiani, professionisti sono persone che vogliono dire al mondo intero, all’Italia intera, che nonostante l’approssimarsi delle feste natalizie e della Madonna dell’Immacolata, loro, sono disposti a perdere un incasso importante in un periodo di crisi come questo ma che non si arrendono e non vogliono un ecomostro, non vogliono un’azienda che non ha dato nulla, che non lascerà nulla al Salento per i prossimi 50 anni. Un no forte ad un’azienda, ad una multinazionale estera, alla Trans Adriatic Pipeline, che finora ha solo lasciato dietro di sè problemi, da quando è sbarcata nelle nostre coste. Un forte NO anche al Presidente Emiliano che continua a giocare a rimpiattino e al gioco delle tre carte e che non prenderà mai una posizione politica forte di diniego ma è contrario solo perchè gli altri compagni del PD (Partito Democratico) sono a favore. Un dissenso verso tutti quei politici che spostano l’attenzione verso l’espianto degli alberi e parlano del solo e semplice tubo ma dimenticano che a poche centinaia di metri dall’abitato di Melendugno sarà costruita una centrale di depressurizzazione, la più grande d’Europa. Dodici ettari di impianto che produrrà una eventuale formazione di nubi ad alta pericolosità incendiaria che interesserebbe nelle dimensioni meno fosche le aree di Melendugno, Calimera, Vernole, Martano, Borgagne. Un no a chi considera strategica l’opera che diversificherà le fonti energetiche ma che ci getterà nelle braccia degli azeri che di libertà e rispetto non sanno cosa farsene nè dove sono di casa. Anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo partecipare alla serrata. Per questo motivo la grafica di Melendugno.net, domani, si vestirà a lutto. Un sito di informazione in bianco e nero.

    Francesco Cappello


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